Atalanta-Milan, orgoglio Dea, difesa vs miglior attacco e Champions

Spread the love


Nell’ultima partita i rossoneri si giocano il ritorno nella coppa europea più prestigiosa dopo 7 lunghi anni, la squadra di Gasperini invece vuole centrare lo storico obiettivo del secondo posto in classifica

Stefano Pioli, grande appassionato di ciclismo, l’aveva previsto: quando stai per completare una lunga salita, gli ultimi chilometri sono i più insidiosi, a prescindere dalla pendenza. Ha usato questa metafora dopo la goleada al Toro, quando i chilometri che separavano il Milan dall’arrivo (la qualificazione Champions) erano ormai ridotti a tre, e tutti pensavano che sarebbe bastato sbarazzarsi del Cagliari per alzare le braccia al cielo. Ebbene, a 90 minuti dalla conclusione del campionato, la distanza dal traguardo è rimasta la stessa. Tre chilometri, tre punti. Da conquistare a Bergamo, su un campo difficilissimo, per non dipendere dai risultati di Bologna-Juve e Napoli-Verona.

ORGOGLIO E OBIETTIVI

—  

Di fronte c’è un’Atalanta ferita da un’altra sconfitta in finale di Coppa Italia, ma ancora alla ricerca di un traguardo storico. Il secondo posto in Serie A non porta trofei e non regalerebbe a Gasperini il primo titolo da allenatore tra i professionisti, ma sarebbe il miglior risultato di sempre della Dea in campionato. I giorni di avvicinamento alla partita sono serviti ai fuoriclasse della dietrologia per costruire ogni sorta di teoria sull’atteggiamento che i nerazzurri terranno in campo: si vuole favorire l’ingresso in Champions del Milan, anzi no, meglio che entri la Juve… per fortuna poi c’è il campo, che si porta via tutte le chiacchiere.

DIFESA E ATTACCO

—  

Tra i tanti temi del match, interessante anche il confronto tra l’attacco atalantino e la difesa rossonera. Il Milan arriva da quattro clean sheet consecutivi, record stagionale (al massimo si era fermato a tre): sfida lanciata al miglior reparto offensivo della serie A (90 gol), che nelle ultime 5 giornate ha totalizzato qualcosa come 17 reti. A proteggere Gigio Donnarumma, sempre al centro del dibattito per via del mancato rinnovo, ci saranno Kjaer e Tomori, diventati titolari inamovibili nella seconda parte di stagione, a discapito di capitan Romagnoli. Dall’ambiente rossonero filtra l’intenzione di riscattare l’inglese anche in caso di quinto posto: dovesse neutralizzare Zapata e soci, aggiungerebbe ulteriore spessore a questa prospettiva.

UN PEZZO DI FUTURO

—  

Atalanta-Milan vale tanto, per i rossoneri. È perfino banale ricordarlo, ma è così. Perché il Diavolo è rimasto fuori da casa sua – la Champions – per sette interminabili anni. Perché il mercato estivo risentirebbe di un’eventuale “retrocessione” in Europa League, per quanto il progetto di costruzione resti valido a prescindere dal risultato del Gewiss Stadium. E perché la Champions, forse più ancora dei soldi, aiuta a trattenere campioni come Donnarumma e attira i giocatori di più alto livello mondiale. Attendere un altro anno, per il Milan, sarebbe un grosso problema. Non un disastro, perché il club economicamente oggi è molto solido. Ma un guaio sì, eccome.



Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *