Bashir, il giornalista della Bbc sotto inchiesta per l’intervista a Lady Diana, si è dimesso- Corriere.it

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Gli occhi luccicanti sottolineati dall’eyeliner, il capo leggermente reclinato, la voce sommessa. Ma le parole sono pesanti come pietre: «Eravamo in tre in quel matrimonio, dunque era un po’ affollato». L’atto d’accusa finale della principessa Diana contro il marito Carlo (e la monarchia tutta), squadernato di fronte ai sudditi dagli schermi della Bbcin quella che diventò subito una delle interviste più celebri di tutti i tempi. Ma dietro quei 60 minuti a cuore aperto si celavano segreti inconfessabili, che tornano a galla dopo 25 anni. Ora alla vigilia della pubblicazione dell’inchiesta promossa un anno fa dalla Bbc sulle modalità con cui fu ottenuto quel faccia a faccia, l’intervistatore, Martin Bashir, accusato di aver circuito la principessa con una rete di menzogne pur di portarla davanti alle telecamere, ha deciso di dimettersi dalla rete britannica per motivi di salute dopo essere stato in congedo di malattia per diversi mesi.

L’inchiesta voluta dal principe William

Il vice direttore delle news Bbc, Jonathan Munro, ha comunicato alla redazione che Bashir «ci ha reso nota la sua decisione il mese scorso, subito prima di essere riammesso in ospedale per un’altra operazione al cuore. Ha deciso di concentrarsi sulla sua salute». L’inchiesta è stata passata dall’organo indipendente incaricato di portarla avanti alla Bbc, che dovrebbe pubblicarla a breve. I dubbi sulle modalità con cui era stata ottenuta l’intervista avevano provocato nel novembre scorso lo straordinario intervento del principe William a difesa della memoria di sua madre. Il duca di Cambridge si era schierato a favore dell’inchiesta: «È un passo nella giusta direzione — aveva detto William —. Dovrebbe aiutare a stabilire la verità dietro le azioni che condussero all’intervista». Fonti vicine al principe hanno fatto sapere ai giornali inglesi che lui considera la vicenda come una questione personale, che tocca l’eredità morale della madre, e che William si era tenuto in stretto contatto con la Bbc, in modo da fare pressione perché l’emittente britannica accettasse l’inchiesta.


«Una cosa spaventosa»

L’intervista in questione è la disarmante confessione a cuore aperto concessa da Diana nel 1995 a Bashir per Bbc Panorama: fu allora che la principessa puntò il dito contro l’infedeltà di Carlo per la sua lunga la relazione con Camilla Parker-Bowles, e rivelò al mondo tutta la sua infelicità, incluse la depressione, l’autolesionismo e la bulimia. Di conseguenza, la regina Elisabetta, che in privato aveva definito l’intervista «una cosa spaventosa», ordinò che Carlo e Diana, che erano già separati da tre anni, andassero immediatamente al divorzio, che venne ufficializzato l’anno successivo. Ma ciò che è emerso poi è che Bashir convinse Diana a dare l’intervista con una serie di menzogne destinate ad alimentare la paranoia della principessa: le disse che il suo staff la spiava a favore dei giornali e dei servizi segreti, che c’era un complotto ordito dalle sue guardie del corpo e che Carlo aveva una relazione con la tata di corte Tiggy Legge-Bourke (secondo il Daily Mail le avrebbe mostrato perfino una ricevuta falsa di un presunto aborto). Il giornalista arrivò a falsificare anche documenti bancari, con l’aiuto dei grafici della Bbc, per indurre il fratello di Diana, il conte Spencer, a intercedere presso la sorella.

Mai lamentarsi, mai spiegare

L’effetto fu dirompente. Diana infranse il codice non scritto della famiglia reale («Never complain, never explain», mai lamentarsi, mai spiegare), decise di raccontare la sua versione della storia e arrivò a mettere in dubbio che suo marito fosse adatto a fare il re. E l’onda d’urto di quelle parole venne solo amplificata dalla tragica morte della principessa nel 1997. Adesso, a 25 anni di distanza, si attende la pubblicazione dei risultati dell’inchiesta, ma nel frattempo, Bashir si è fatto da parte.

16 maggio 2021 (modifica il 16 maggio 2021 | 08:05)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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