“Bastava un esame in più per salvare Davide”

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Redazione
14 maggio 2021 15:54


Sono passati tre anni dalla morte di Davide Astori, stroncato da un problema cardiaco mentre dormiva in un hotel di Udine la sera prima della partita. Quella del capitano della Fiorentina è una tragedia che forse poteva essere evitata. Nella sentenza di primo grado, infatti, è stata riconosciuta una responsabilità medica. A parlarne è la compagna Francesca Fioretti, ospite sabato 15 maggio a Verissimo: “Bastava un esame in più. Dai risultati dell’elettrocardiogramma Davide doveva essere sottoposto a un banale holter, che non è mai stato fatto. Vorrei impegnarmi per far sì che l’holter diventi obbligatorio a prescindere dai risultati dell’elettrocardiogramma”.


La scomparsa del compagno, papà di sua figlia Vittoria – che oggi ha 5 anni – è un dolore che non si cancella, anche se ha imparato a conviverci: “La vita di prima non c’è più – spiega – ma nella nuova vita ci sono delle costanti e la mia è mia figlia Vittoria, che mi ha tenuta sempre salda alla realtà. Anche nelle cose più brutte c’è sempre una luce alla fine e io penso di essere diventata una donna migliore”. A Silvia Toffanin, Francesca racconta del rapporto simbiotico con la figlia che, al momento del drammatico evento, aveva solo due anni: “All’inizio istintivamente le ho semplicemente raccontato la verità perché volevo costruire un rapporto di piena fiducia con lei. Non l’ho mai illusa, ovviamente, il racconto è diventato più complesso nel corso degli anni anche perché a cinque anni la curiosità e le emozioni di una bambina sono diverse rispetto a quando ne aveva due. Oggi Vittoria è una bambina felice e viviamo questa mancanza come una cosa normale nella nostra vita”.


Dopo la morte di Astori un giudice tutelare per la figlia Vittoria


Oltre al lutto per la perdita del compagno, la modella si è dovuta scontrare anche con questioni burocratiche che le hanno provocato ulteriore sofferenza. Per Vittoria è stato, infatti, nominato un giudice tutelare: “Io e Davide ci amavamo e abbiamo scelto consapevolmente di avere Vittoria. Eravamo una famiglia a tutti gli effetti anche se l’amore non era sigillato da un contratto matrimoniale. Questo ha innescato dei meccanismi che solo oggi comprendo, perché non tutti i minori hanno una situazione serena. Quindi è giusto che esistano questi tutori – continua – però, per una mamma responsabile e che dedica la propria vita alla propria figlia è difficile accettarlo”. E aggiunge “Ho provato tanta rabbia perché erano gli altri che decidevano per mia figlia. Tutti pensavano di avere più diritti di me riguardo Vittoria”.



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Nel libro che ha scritto, ‘Io sono più amore’, Francesca Fioretti racconta di essere pronta ad accogliere tutto l’amore di cui ha bisogno per essere di nuovo felice: “La vita va vissuta a prescindere da tutto. Vivo per mia figlia ma anche per me, perché alla mia età non è giusto che io sopravviva. La morte è una cosa naturale e se trasformi il vuoto in un posto sicuro dove vivere, allora ti salvi. Il dolore è ancora immenso, ma il suo colore è cambiato nel tempo”.



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