Cosenza, sesso in cambio del posto fisso: concorso manipolato per far vincere la destinataria del “baratto”

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Non solo concorsi pubblici con le soffiate sulle domande delle prove rivelate in anticipo, come avvenuto nella Asl di Latina.

Un altro caso di procedure non proprio corrette arriva dalla Calabria, per l’esattezza da un paese del Cosentino, Tortora. Qui sono stati indagati il segretario comunale S. B. e una dipendente che avrebbe vinto il concorso per un posto part-time a tempo indeterminato in area amministrativa, in maniera poco ortodossa. Ovvero sarebbe stata favorita dall’uomo «in cambio di favori sessuali». Favori immortalati da una telecamera nascosta negli uffici del Comune calabrese in cui si sarebbe consumato il rapporto letteralmente di scambio. 

I favori
Secondo la Procura della Repubblica di Paola (Cosenza) grazie a questo «baratto» il funzionario avrebbe favorito l’assunzione della donna anche lei oggetto dall’indagine per accertare il suo ruolo esatto nella vicenda. Non sarebbe infatti ancora chiaro se sia stata vittima o  complice del reato. L’indagine condotta dalla Guardia di Finanza per turbata libertà degli incanti e induzione indebita a dare e promettere utilità, segue in parallelo un’altra inchiesta denominata «Amici in Comune» che ha portato una settimana fa agli arresti domiciliari del sindaco di un’altra cittadina della zona Praia a mare. Accusato di aver truccato una decina di gare d’appalto e due giorni fa sospeso dal suo incarico dal prefetto. Tornando al concorso «alterato», che risale al febbraio del 2020, secondo le accuse, da verificare, il segretario “barattatore” avrebbe avuto un ruolo determinante nella composizione della commissione giudicante in cui avrebbe inserito persone fidate. Oltre ad autonominarsi presidente della stessa commissione e unico responsabile delle prove «ponendo in essere condotte manipolatorie finalizzate a turbare la procedura relativa al concorso». 

La condotta illecita
L’uomo avrebbe anche corretto personalmente il compito della prova scritta prodotto dalla sua protetta con la quale avrebbe «intrattenuto una relazione». Da qui i dubbi sulla compartecipazione al piano illecito da parte della destinataria delle richieste che potrebbe esser stata solo una vittima del funzionario oppure aver avuto una posizione attiva all’interno dell’intera vicenda su cui si sta cercando di fare luce a 360 gradi. Anche se nelle indagini viene sottolineata la condotta illecita e ricattatoria dell’uomo che «abusando della sua qualità e dei suoi poteri, avrebbe indotto la donna partecipante al concorso ad accettare di compiere atti sessuali in cambio di agevolazioni». La dipendente alle avance insistenti «avrebbe cercato di scostarsi per sottrarsi ad approcci fisici malgraditi». L’indagato per arrivare più facilmente allo scopo avrebbe anche chiesto al sindaco «di rinviare il concorso al fine di consentire alla donna di studiare e dunque agevolarla». Nell’inchiesta è ipotizzato anche il reato di rivelazione di segreti d’ufficio a carico di ignoti. Perché l’indagato era stato avvertito da una «talpa» di essere sotto controllo e aveva scoperto una cimice collocata nel suo ufficio dagli investigatori. Nelle ultime ore sono state perquisite anche le abitazioni dei due indagati. 



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