Da Calabria a Theo: quando le nazionali ‘spezzano il cuore’

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I due terzini, ma anche Romagnoli e Saelemaekers: nel Milan c’è più di un giocatore a cui le convocazioni dei c.t. hanno infranto l’Euro-sogno

Non sono state sufficienti le prestazioni individuali e non è stata d’aiuto nemmeno la stagione di alto profilo – a prescindere da quello che sarà il piazzamento finale – vissuta dal Milan. A lungo leader in Italia e squadra dei record in Europa nel periodo più brillante. No: a Calabria, Hernandez, Romagnoli e Saelemaekers (citati in rigoroso ordine alfabetico) non è bastato per guadagnarsi un posto al sole a Euro 2021. Non considerati dai rispettivi c.t. o, nel caso migliore (Saelemaekers), inseriti fra i riservisti. In quel plotoncino pronto all’uso in caso di “morti o feriti” fra i 26 designati.

Davide

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Il caso probabilmente che più ha fatto discutere i tifosi. Perché Calabria arriva dalla miglior stagione in carriera. Un’annata di altissimo livello, che nemmeno un intervento al menisco è riuscito a guastare: Davide è stato fuori un mese e quando è tornato sembrava non essere mai uscito dal campo. Ha stravinto il ballottaggio con Conti, costretto a emigrare a Parma per poter vedere il campo, ha lasciato a Dalot soltanto i ritagli in cui doveva obbligatoriamente rifiatare. Ha raggiunto la piena maturità calcistica, migliorato in entrambi le fasi: marcatore attento, con senso della posizione finalmente corretto per tutto l’arco di una partita, e uomo di spinta importante, percussore sapiente nelle sovrapposizioni e nei cross. Con una inaspettata propensione al tiro che gli ha portato anche qualche gioia. Un’annata in cui in realtà la Nazionale se l’era conquistata: tre convocazioni e due presenze con Estonia e Bosnia. Pochi minuti, per carità, ma somigliava tanto all’inizio di un percorso veloce e luminoso. Poi l’infortunio, che l’ha tolto di scena nella settimana delle qualificazioni mondiali a marzo. Le riflessioni di Mancini? Il c.t. non ha mai smesso di puntare su Florenzi e Di Lorenzo (bravi ad agire da centrali quando si attacca a tre) e poi si è aggiunta anche la grande stagione di Toloi.

Alessio

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In questo caso la parabola, purtroppo per lui discendente, era prevedibile. L’annata di Romagnoli non ha permesso al capitano rossonero di conservare quelle gerarchie che si era guadagnato e aveva protetto a lungo. E così Alessio, perdendo strada facendo centralità nel progetto di Pioli, non poteva in realtà sperare più di tanto nell’azzurro. Un annus horribilis per lui, iniziato in infermeria per via di un guaio al polpaccio risalente alla stagione precedente e proseguito con una ricerca della condizione migliore che ha tardato ad arrivare e che probabilmente non ha mai davvero trovato del tutto. Poi, da fine febbraio in poi, la situazione è precipitata con la comparsa in scena – improvvisa e ingombrante – di Tomori. Che in pratica, a parte un paio di finestre, gli ha scippato brutalmente il posto. Un infortunio al polpaccio dell’altra gamba ha completato l’opera, ma va detto che già l’anno scorso alcuni indizi nelle rotazioni di Mancini stavano portando la direzione del vento verso Acerbi. Ora per Alessio arriva anche il bivio contrattuale, dal momento che è in scadenza nel 2022: rinnovo col Milan o una nuova avventura?

Theo

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Non è una notizia, a giudicare soprattutto dalle ultime dichiarazioni di Deschamps. Ma, come per Calabria, anche in questo caso l’esclusione di Hernandez ha registrato parecchia contrarietà fra i tifosi rossoneri. Che ritengono inconcepibile l’“accanimento” del c.t. nei suoi confronti. Deschamps peraltro è appunto sempre stato abbastanza chiaro su Theo. Soprattutto nell’ultima riflessione su di lui in ordine di tempo: “In quel ruolo c’è tanta concorrenza. Nessun giocatore va favorito solo per il fatto di giocare in un club con grande attenzione mediatica. Non sarebbe giusto penalizzare Digne per questo motivo. Sta facendo grandi cose con noi e con l’Everton”. Insomma, se non è – per ora – un epitaffio, poco ci manca. In realtà da quanto filtra, dietro queste parole ci sarebbe un discorso puramente tecnico-tattico: il c.t. francese, pur riconoscendo a Theo grandi qualità in fase di spinta, lo reputa non ancora abbastanza affidabile in fase difensiva. E sotto questo aspetto, è complicato dare torto a Didier. Poi, certo, i numeri stagionali di Hernandez sono grandiosi anche quest’anno: 8 gol e 5 assist, roba da attaccante e non da terzino. Ma occorre migliorare quando la palla è fra i piedi altrui. Intanto lui, dopo ogni gol, proseguirà a mimare la telefonata al c.t. per sollecitare la prima chiamata con i Blues: hai visto mai che Deschamps prima o poi decida di rispondergli.

Alexis

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Premessa: la concorrenza è tanta, anche perché stiamo parlando della nazionale al primo posto del ranking Fifa. Eppure (più di) qualcuno avrebbe gradito molto vedere Saelemaekers nell’elenco dei 26 chiamati da Martinez. Alexis invece deve accontentarsi di essere stato inserito nei riservisti, ovvero negli undici giocatori pronti a subentrare in caso di forfait dei “magnifici ventisei”. Come l’ha presa il diretto interessato? Reazione agrodolce: da un lato è comunque un altro tassello nell’ambito di un percorso che promette bene, dall’altro un po’ di rammarico c’è soprattutto dopo il debutto a ottobre e le due convocazioni (senza entrare in campo) a marzo. Il tempo ovviamente gioca per lui, visti i suoi 21 anni. E il Milan ha giocato una parte fondamentale dal momento che Alexis di questa squadra è stato uno dei titolari. La cattedra collocata a destra del tridente in prima battuta è stata sua, apprezzato da Pioli per la capacità di svolgere entrambe le fasi ed essere un punto di equilibrio importante nel 4-2-3-1.



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