Ex Ilva, l’azienda mette in libertà i lavoratori di due reparti

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Le Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, a Genova ha messo in atto la minaccia: a fronte dello sciopero dichiarato a scacchiera, un’ora al giorno a inizio turno con presidio ai varchi, la società ha risposto con una lettera ufficiale che mette in libertà i lavoratori dei reparti ricottura e stagnatura elettrolitica. Otto ore di sciopero erano state dichiarate a livello nazionale in seguito alla rottura della trattativa sul piano industriale e sul futuro della società, ma a Genova la rsu ha deciso di spalmare le otto ore in diverse giornate, un’ora al giorno, la direzione l’altra sera ha convocato i sindacati, l’incontro non ha portato a sciogliere i nodi aperti, dall’uso della cassa integrazione alle ferie forzate, e si è arrivati così allo scontro. Questa mattina è arrivata la lettera con l’annuncio della messa in libertà. Per il reparto ricottura, chiarisce l’azienda, “nell’ora di sciopero è necessaria la fermata totale dell’impianto” e per la stagnatura elettrolitica l’astensione “comporta successive lavorazioni con scarto di materiale”, di qui la scelta di mettere i libertà i lavoratori impegnati in questi reparti dalle 8 fino al termine del primo turno di lavoro. Per oggi sono interessati una quindicina di lavoratore. La rappresentanza sindacale unitaria si è riunita per decidere come rispondere all’azienda.



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