Governo, Malpezzi: “Salvini aiuta chi vuole togliere all’Italia i soldi del Recovery”

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ROMA  – “Salvini getta cattiva luce sul lavoro che l’Italia sta facendo. Offre pretesti per far dire a quei Paesi sovranisti di cui è amico, e che non volevano sostenere la politica europea del Recovery Fund, che l’Italia non è all’altezza. Invece noi porteremo a termine le riforme senza le quali il nostro Paese non riparte. Salvini lo sa?”. Simona Malpezzi, la capogruppo del Pd al Senato, giudica una provocazione le affermazioni del leader leghista secondo il quale non si possono fare le vere riforme con Pd e 5Stelle.

Malpezzi, dopo l’attacco di Salvini, la maggioranza è sull’orlo della rottura?
“Salvini ci dica cosa vuole fare in questo governo, perché le regole d’ingaggio non sono cambiate. Se vuole continuare a prendere parte al governo, si attenga a quanto stabilito davanti al presidente Mattarella per portare fuori il Paese dalla pandemia e farlo ripartire. Le riforme servono per usare compiutamente i soldi del Pnrr. Che gioco sta giocando? Continua ad alzare l’asticella, minando l’unità dell’azione dell’esecutivo e confondendo i cittadini”.

Il Pd lo invita a farsi da parte?
“Il Pd lo invita a essere serio e rispettoso. Gravissimo che abbia detto a Repubblica che questo governo non è in grado di fare le riforme del fisco e della giustizia. Quindi è lui che si tira fuori, non rispettando i patti. La verità è che non riesce a reggere la situazione con la leader di FdI, Giorgia Meloni che gli porta via il consenso. Ha bisogno di marcare il terreno e forse preferirebbe stare all’opposizione”.

Il governo è a rischio?
“Lo mette a rischio Salvini. E ci spieghi cosa vuol dire questo suo atteggiamento di non votare i provvedimenti in cdm”.
L’altro invito del leader della Lega è di “spostare” Draghi al Quirinale. Un’idea che al centrosinistra piace?
“Draghi lo vedo benissimo come presidente del Consiglio. Andiamo avanti a lavorare con questo governo. Ora non è il tempo di discutere di Quirinale”.

Nello scontro con il centrodestra al goveno c’è anche il ddl Zan contro l’omofobia impantanato al Senato per il No leghista. Il Pd si è rassegnato a non farlo approvare?
“Stiamo lottando con le unghie e con i denti contro l’ostruzionismo della destra. Siamo riusciti a calendarizzare il ddl Zan in commissione Giustizia, sarà il testo base grazie al Pd. È una legge di civiltà, contro i crimini d’odio, che l’Italia aspetta da più di 25 anni e porteremo a casa al Senato il testo approvato alla Camera”.

Alleanze. Con i 5Stelle è sempre più difficile allearsi per il Pd?
“Il M5S è in una fase di cantiere in cui sta riorganizzandosi. Massimo rispetto. Noi Dem siamo rimarcando la nostra identità. Sappiamo in quale campo stiamo giocando e dove vogliamo stare avendo come obiettivo la sconfitta delle destre. Al tempo stesso siamo aperti a una costruzione paziente e quotidiana con le forze che vogliono giocare questa partita”.

Ma per le amministrative il matrimonio giallo-rosso non si fa? Forse si convola ai ballottaggi?
“Governando a livello nazionale insieme con i 5Stelle abbiamo imparato a conoscerci e a superare le diffidenze. Ma nelle città è più complesso. A Torino, a Roma ci si è scontrati per 5 anni. È naturale quello che sta succedendo. Saranno i territori a scegliere. Anche ai ballottaggi”.



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