i lavori prosciugano il lago, perché quelle rovine ci parlano- Corriere.it

Spread the love


Turisti sulla spiaggia, a differenza di quando ci sono capitato per la prima volta e di quanto accade ogni estate, adesso ancora non ce ne sono. Forse tra qualche giorno ne arriver qualcuno dall’Austria o dalla Svizzera, visto che i confini sembrano riaprirsi. Chi in questo periodo metter di nuovo piede a Curon e a Resia trover un paesaggio pi ruvido e scomposto del solito. Il campanile troneggia sempre in mezzo al lago artificiale, placido e insieme maestoso, ma il livello dell’acqua sceso per permettere lavori di ristrutturazione e di riparazione di tubi. L’acqua si ritirata dalla riva, che si allungata mostrando la sua terra umida e pastosa.

Gli ultimi testimoni

la terra del paese che non c’ pi. Adesso che non una paradossale cartolina turistica, Curon racconta tanto di s. Si vedono le rovine, i pezzi della vecchia strada che congiungeva i due paesi, i muri bassi delle abitazioni, qualche scala di maso. Il mio amico Ludwig Shpf — un maestro elementare da un po’ di anni in pensione, che fin dalla prima volta che ho messo piede a Curon mi ha fatto da guida e da interprete per parlare con gli ultimi testimoni — mi racconta al telefono che si intravede anche qualche cantina dentro cui, fino a due settimane fa, resisteva il ghiaccio. Mi spiega, con la sua voce saggia e gioviale, come se fossimo al tavolo del bar a bere una birra, quanto resistono le cose fuori dalla nostra vista: quanto il ghiaccio nell’acqua, quanto i sassi sotto terra, quanto un tronco d’albero rotolato in un fosso.


La ferita della memoria

Lo dice smorzando il pensiero con un sorriso, ma ora che lo conosco da qualche anno la sento anche attraverso il telefono la malinconia che gli vela la voce, come se l’acqua che si ritrae scoprisse anche a lui la ferita della memoria, che proprio come il ghiaccio, i sassi e i tronchi d’albero continua a vivere fuori dalla nostra vista ed sempre pronta a riaprirsi. Il paese che non c’ pi ha dismesso per qualche giorno il suo vestito ufficiale ed come se avesse deciso di parlarci un po’ di s, di ricordarci della sua esistenza sommersa, specchio di molte altre storie dove i confini e il progresso diventano terribili prove di forza e si fanno parole ambigue, affilate, in odor di menzogna.

Luoghi magici

Certi luoghi sono destinati a restare magici anche loro malgrado: quando l’acqua si ritrae e la spiaggia diventa una distesa di ghiaia che il sole lentamente trasforma in zolle screpolate, si alzano mulinelli di polvere secca che volteggiano come nuvole trascinate dal vento tra i larici e le betulle, e per le vie di Resia e Curon se ne trovano piccoli cumuli ammassati agli angoli delle vie, intorno ai lampioni, sopra i prati che a maggio sono pi verdi che mai.

Gli sbuffi di vento

Quegli sbuffi di vento e sabbia sembrano la voce della gente di allora, una voce che si infila nelle orecchie e negli occhi del turista distratto e che ricorda agli abitanti di oggi — che fin da bambini hanno visto galleggiare il campanile nel blu cobalto del lago, che sono cresciuti con le frotte dei turisti invernali armati di sci e con quelli estivi che arrivano su pullman e motociclette — la storia di un progresso difficile e complicato, di una lotta impari tra una multinazionale e un piccolo borgo di pastori e contadini, di una memoria problematica che da quel minuscolo paese si allarga al resto d’Italia, riportandoci ad anni difficili e ormai lontani. Poi, d’un tratto, l’acqua si ritira e ogni cosa sembra pi prossima nello spazio, pi vicina nel tempo. Il passato tutto ancora da interrogare.

15 maggio 2021 (modifica il 15 maggio 2021 | 22:54)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

window.addEventListener(‘cpAccepted’, function () {
if (typeof cmp != “undefined” && cmp.getUserConsentStatusForCustomVendor(“facebook”) == true) {

!function(f,b,e,v,n,t,s){if(f.fbq)return;n=f.fbq=function(){n.callMethod?
n.callMethod.apply(n,arguments):n.queue.push(arguments)};if(!f._fbq)f._fbq=n;
n.push=n;n.loaded=!0;n.version=’2.0′;n.queue=[];t=b.createElement(e);t.async=!0;
t.src=v;s=b.getElementsByTagName(e)[0];s.parentNode.insertBefore(t,s)}(window,
document,’script’,’//connect.facebook.net/en_US/fbevents.js’);

fbq(‘init’, ‘1553525618238394’);
fbq(‘track’, ‘PageView’);
}
}, true);



Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *