«Il futuro? Campagna, riposo e passeggiate con la bici elettrica»- Corriere.it

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Con quale vino festeggerà i 70 anni? «Per i 50 ne avevamo fatto uno per l’occasione, questa volta no. Penso che stapperemo un rosè. Poi un pranzo al maso con parenti e amici, e domenica un giro in bicicletta». Sabato 21 giugno, nel compleanno a numero tondo di Francesco Moser si fondono, come sempre, le sue due vite: quella del campionissimo, 273 vittorie (mai nessun italiano come lui), e quella del vignaiolo e produttore, ancora una volta di successo.

Palù e la famiglia

Lo Sceriffo non è mai andato in pensione. Dice che adesso vuole «solo riposarsi. Ti accorgi che ogni anno è sempre peggio, il tempo passa troppo in fretta». Ma non si è mai fermato e non lo fa certo adesso. «Vado in campagna, qualche uscita in bici, in inverno mi piace andare a sciare, purtroppo quest’anno non è stato possibile. Spesso sono in giro, ho tanti inviti a corse e premiazioni. Se mettessi in fila i treni che ho preso, riempirei tutte le facciate di Palù». Palù è uno dei borghi di Giovo, dove Moser è nato e dove è sempre tornato, o forse da dove non è mai partito. Quando gli chiedi quali sono le persone che più gli hanno cambiato la vita, lui risponde sicuro: «Mio fratello Aldo, è stato lui a iniziarmi al ciclismo e alle corse. Poi mio padre e mia madre, e i miei fratelli». Erano in dodici, la famiglia per lui viene prima di tutto, le radici come quelle piante che coltiva. Un nome fuori dalla famiglia? «Giorgio Vannucci, il direttore che avevo da dilettante e che mi ha seguito anche da professionista. Adesso ha 90 anni, mi chiama ancora, mi chiede come sto, si preoccupa di me».


ELe vittorie e i rimpianti

Le origini sono tutto per lui che vinceva su strada e su pista, campione del mondo su entrambe le specialità, un Giro d’Italia, tre Parigi-Roubaix, due giri di Lombardia, una Milano-Sanremo, il record dell’ora. Ma la vittoria che ricorda con più affetto è la Coppa Pro Loco di Cavareno, categoria allievi, estate 1969, la sua prima a mani alzate. Un carriera raccontata mille volte in documentari e libri (l’ultimo esce proprio oggi, si intitola Francesco Moser. Come un ragazzino di una valle in Trentino è andato alla conquista dell’Italia e del Mondo, edizioni Azzurra Music, testi di Beppe Conti, prefazione di Bernard Hinault). Rimpianti? «Non avrei dovuto fare le Sei giorni (le kermesse su pista, ndr). Mi pagavano e andavo. Dicevano che ti abituavano alle volate, in realtà gli altri si riposavano e io mi stancavo». E nella vita, crede di avere sbagliato qualcosa? «Mi sono buttato con grande impegno sul vino. È un’attività che ti tiene impegnato sempre. Il contadino d’inverno può riposarsi un po’, ma chi produce non ha mai un momento tranquillo. Però ti tiene sempre vivo».

I figli e le passioni

La terra è ancora l’ancora a cui è legato lui e la sua famiglia. Due dei suoi tre figli, Francesca e Carlo, lavorano in azienda. Il terzo, Ignazio, ha invece scelto una strada diversa e adesso è lui il Moser che finisce in copertina. Il papà sorride: «Non sono geloso. Ha fatto la scuola agraria, se restava qui era meglio, se faceva il corridore meglio ancora. Ma se a lui piace così, per me va bene. Il mondo dello spettacolo è diverso dal mio, e non so quanto durerà. Ma nel suo mondo anche lui è un vincente». La bici ora è la compagna del tempo libero. «Uso spesso quella a pedalata assistita. Le salite che un tempo facevo con rapporti come il 22 o il 23, adesso neanche il 30 basta». Gli piace viaggiare: «Quando correvo arrivavo, facevo la gara, e ripartivo. Adesso mi piace conoscere altri posti. Vorrei tornare a San Cristobal, in Venezuela, dove vinsi il Mondiale nel 1977. Ma mi hanno detto che è diventato un posto non molto sicuro».

Brand di successo

Dopo la prima vita da atleta, la seconda da vignaiolo, quale sarà la terza? «Alla mia età è complicato. E poi la burocrazia non aiuta gli imprenditori». Meglio non credergli troppo, e insistere. Così confessa: «Stiamo lavorando a un progetto per tornare a realizzare biciclette con il mio nome».

19 giugno 2021 (modifica il 19 giugno 2021 | 10:41)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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