Il Napoli frena l’Inter e la Juve cade a Bergamo

Spread the love

Mentre in Europa nasce una Superlega che spacca il calcio, nei periferici piani alti del campionato italiano tutto procede (quasi) come previsto. L’Inter, con qualche affanno, fa pari e patta col Napoli. La squadra di Conte voleva il pareggio: e il pareggio è arrivato. Riuscendo a riaggiustare, con un preciso sinistro di Eriksen, una partita che le stava sfuggendo di mano per un pasticcio di Handanovic su un cross non irresistibile di Insigne.
Un pareggio che non dispiace a nessuno. Pur interrompendo la striscia di 11 vittorie consecutive, l’Inter resta saldamente al comando con nove punti di vantaggio sul Milan. Ha preso due pali con Lukaku, pur subendo la maggior aggressività del Napoli, che però non va oltre una traversa di Politano. Per Rino Gattuso, sempre in silenzio stampa, è un buon risultato perché i partenopei restano in corsa per il quarto posto. E perché frenano la marcia della capolista.

Anche per il Milan, che ritrova il successo a San Siro con il Genoa (2-1), è una buona domenica. Non brilla, va in affanno dopo in gol iniziale di Rebic, però la squadra di Pioli consolida il secondo posto recuperando due lunghezze all’Inter. Tre punti preziosi, tenendo conto dell’assenza dello squalificato Ibra.

Loading…

Nuova caduta della Juventus a Bergamo

Tempi duri invece per la Juventus. Ogni domenica è sempre peggio. Dopo l’addio al decimo scudetto consecutivo, questa volta su Madama pende un nuovo oltraggio: il rischio di perdere anche il posto in Champions.

La sconfitta con l’Atalanta a Bergamo, per quanto di misura (all’88’ gol di Manlinovskyi dopo sfortunata deviazione di Alex Sandro), dà un’ulteriore spallata alla precaria posizione dei bianconeri che adesso, a sette giornate dalla fine, si ritrovano in quarta posizione scavalcati dalla banda di Gasperini che, per aggiungere un’altra goccia di fiele, non batteva la Juventus da 20 anni.

Una domenica bestiale. Non tanto per come è scaturita la sconfitta (a decidere è stato un episodio sfortunato), ma perchè con questo ennesimo passo falso la Juventus vede frantumarsi il progetto di una intera stagione. Un progetto affidato a un allenatore esordiente come Andrea Pirlo che, in un anno di transizione, avrebbe dovuto traghettare la nobile società bianconera verso un futuro di magnifiche sorti e progressive. E invece, uscendo dal cielo della poesia, sono cavoli amari. Nulla è perduto per carità, un predellino per l’Europa magari in extremis verrà acciuffato, però quante ombre e quante complicazioni sul cammino della Juve. Non ultima la strana latitanza del fiero Ronaldo che, proprio in un’occasione così importante, si è sottratto al cimento adducendo come giustificazione un “sovraccarico ai flessori” che durava da una settimana per i troppi impegni accumulati con la nazionale portoghese.



Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *