Il razzo cinese vagante fa infuriare la Nasa

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72,47 gradi di longitudine est e 2,65 gradi di latitudine nord. Sarebbe questo il punto dell’Oceano Indiano, a ovest delle Maldive, dove, poco dopo le 4 del mattino ora italiana, si sono schiantati i detriti del secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B. La gran parte del maxi relitto di oltre 18 tonnellate si era disintegrato al contatto con l’atmosfera. Gran sospiro di sollievo in tutto il mondo, Italia compresa dove gli studi di Protezione civile e Asi avevano calcolato tre traiettorie possibili che avrebbero potuto coinvolgere nell’impatto nove regioni del Centro e del Sud. Chi ha guardato accigliato il cielo per qualche ora, può tornare a dormire tranquillo.

Il razzo Lunga Marcia-5b era stato lanciato il 29 aprile per portare in orbita il primo modulo della nuova stazione spaziale cinese, il cui completamento, previsto per il 2022, prevede altri dieci lanci. Forse sarà la volta buona: la prima stazione spaziale cinese, Tiangong-1 si schiantò nel 2016 nell’Oceano Pacifico dopo che Pechino ne aveva perso il controllo, mentre nel 2019 l’agenzia spaziale guidò la demolizione controllata della seconda, Tiangong-2, nell’atmosfera.

Nonostante la mole di «spazzatura spaziale» in orbita intorno alla Terra sia in continuo aumento, va detto che la probabilità che un relitto spaziale colpisca un’area abitata in un pianeta coperto per il 70 per centro dall’acqua è estremamente bassa: una su 3.200 secondo uno studio del ricercatore della NASA Mark Matney, mentre la probabilità che colpisca un essere umano è una su centro miliardi. Il che non ha impedito che ciò accadesse: a Lottie Williams colpita a una spalla, senza conseguenze, a Tulsa nel gennaio 1997.

Solitamente il rientro di un vettore avviene in modalità controllata, manovrandolo per essere sicuri che cada in aree disabitate. La caduta incontrollata del veicolo e soprattutto la mancanza di trasparenza circa la sua orbita ha indignato la NASA che ha trattato l’agenzia spaziale cinese un po’ come si conviene al principiante, ultimo arrivato nella scuola guida spaziale. «Le nazioni che operano nello spazio devono ridurre al minimo i rischi causati dal rientri di oggetti spaziali a danno di persone e proprietà sulla Terra e garantire massima trasparenza riguardo a tali operazioni. È chiaro che la Cina non riesce a soddisfare questi standard», ha dichiarato l’amministratore della NASA, senatore ed ex astronauta Bill Nelson. «È fondamentale che la Cina e tutte le nazioni che viaggiano nello spazio e le entità commerciali agiscano in modo responsabile e trasparente per garantire la sicurezza, la stabilità, la sicurezza e la sostenibilità a lungo termine delle attività spaziali».

Il cinese Global Times ha inserito il «battage» sulla «minaccia cinese» nella «concorrenza sempre più agguerrita nella tecnologia tra le due grandi potenze», sostenendo che la pratica di lasciare incontrollata la caduta di detriti spaziali sia «una pratica comune di tutte le potenze spaziali, compresi gli stessi Stati Uniti».





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