Israele-Gaza, la lotta segreta e senza tregua fra Hamas e il Mossad- Corriere.it

Spread the love


il 16 febbraio 2003. Nidal Farahat al lavoro in un’officina di Gaza su un modello di drone acquistato sul mercato civile. Con lui alcuni militanti di Hamas, tutti membri dell’apparato impegnato nello sviluppo di armi. Qualche istante dopo sono dilaniati da una bomba nascosta nel mini-velivolo, una trappola organizzata da Mossad.

Sforzi continui

L’omicidio mirato il primo in una lunga campagna di Gerusalemme per neutralizzare gli uomini coinvolti nel programma per lo sviluppo di razzi. All’epoca i Kassam, costo attorno ai 300 dollari, avevano gittata una dozzina di chilometri. La morte di Farahat una perdita simbolica, ma non ferma i progetti delle fazioni. Anzi, aumentano gli sforzi per avere sistemi migliori. Nel 2009 i responsabili palestinesi importano, con l’assistenza dell’Iran, i missili Fajr. I carichi arrivano via nave in Sudan, proseguono lungo le piste dei contrabbandieri verso il Sinai egiziano per essere quindi trasferiti a Gaza. un network che sfrutta vecchie rotte, complicit di clan e la tolleranza del regime locale. cos che ottengono proiettili con una gittata di 60 chilometri.



Un doppio colpo

Israele reagisce con i suoi metodi abituali. Nel gennaio 2009 esce la notizia di un raid aereo contro un convoglio di camion nella regione sudanese di al Shananun, informazioni parlano del trasporto di armamenti, girano sospetti persino sugli Usa. Invece sono stati gli israeliani, responsabili anche dell’affondamento di un cargo nei pressi di Port Sudan. A dicembre dello stesso anno una misteriosa esplosione coinvolge un bus a Damasco. A bordo vi erano esperti di Hamas e iraniani, tutti coinvolti nel piano di riarmo nella cornice di un patto strategico. I pasdaran forniscono materiale finito e tecnologia, svolgono la funzione di consiglieri mentre l’alleato mette in piedi una propria industria con inventiva e determinazione viste le condizioni di Gaza. L’asse Iran-Hebzollah-Gaza non si interrompe mai, lo ammettono gli stessi leader.

Operazione a Dubai

Non passa neppure un mese ed arriva un colpo clamoroso: l’assassinio in un hotel di Dubai di Mahmoud al Mabhouh. La vittima ricopre un ruolo cruciale nella catena di approvvigionamento militare, viaggia molto, l’interlocutore di Teheran e di personaggi fidati in Sudan. I killer usano una sostanza letale, sperano che il decesso sia imputato ad una crisi cardiaca. La polizia locale non dorme, denuncia la trama del Mossad, pubblica le foto dei responsabili. Show mediatico per avvertire Gerusalemme. Grande scandalo, proteste, riprovazione. Nulla di pi, i cacciatori di teste si limitano ad attendere un momento pi calmo. Rispuntano in Ucraina l’11 febbraio 2011 quando rapiscono su un treno Diran Abu Sisi, ingegnere, esperto nel campo missilistico in Est Europa. Lo portano nello Stato ebraico, lo chiudono in cella e ottengono informazioni importanti. Che probabilmente sono usate per un nuovo strike a Port Sudan ai primi d’aprile: il target il presunto successore di al Mabhouh. E a fine maggio, ancora nel porto sudanese, salta in aria Nasser Said, membro del clan Abada, presentato come uno dei perni dei traffici. Passano un paio di mesi e a Damasco trovano il corpo semicarbonizzato di Kamel Ranaja, indicato come procacciatore di armi e parte della struttura esterna di Hamas. Altra sequenza: il 24 ottobre 2012 i sudanesi accusano Gerusalemme di aver bombardato con i caccia una fabbrica di munizioni a Yarmuk. Indiscrezioni aggiungono che sono andati distrutti container d’origine iraniana.

Senza tregua

una lotta senza tregua, perch i palestinesi ad ogni confronto rivelano pezzi pi potenti, ne estendono il raggio d’azione, li nascondono meglio. Capacit che provocano le contromosse dell’intelligence. Nel 2016 una sofisticata operazione elimina a Sfax, in Tunisia, Mohamed Zawahri, palestinese che conduce sui droni. Superano la sua cautela con il pretesto di un’intervista (finta). Ancora pi lontano dal teatro l’agguato dell’aprile 2018: Kuala Lumpur, Malaysia, dove cade sotto il tiro di una coppia di sicari Fadi al Batsh. Originario di Gaza, ricercatore presso un’universit malese, era impegnato — scriveranno i media — in studi su droni, razzi e tattiche subacquee.

Doppia lettura

La guerra segreta del Mossad ha privato il nemico di teste pensanti, ha bloccato il sentiero sudanese, ha ostacolato la linea logistica, ha confermato una capacit di intervento lontana dai confini, forse ha evitato che arrivassero missili pi precisi. Non per riuscita a impedire che i militanti ottenessero ci che volevano: mezzi non comparabili alla potenza dell’avversario, tuttavia sufficienti per mantenere la sfida. Ieri il Jerusalem Post ha rimproverato all’establishment l’aver permesso ad Hamas di migliorare in qualit e quantit i propri dispositivi. Gli annunci su nuove sorprese per lo stato ebraico, al netto della propaganda, raccontano quanta strada abbiano percorso da quando Nidal Farahat preparava i primi tubi esplosivi.

16 maggio 2021 (modifica il 16 maggio 2021 | 11:06)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

window.addEventListener(‘cpAccepted’, function () {
if (typeof cmp != “undefined” && cmp.getUserConsentStatusForCustomVendor(“facebook”) == true) {

!function(f,b,e,v,n,t,s){if(f.fbq)return;n=f.fbq=function(){n.callMethod?
n.callMethod.apply(n,arguments):n.queue.push(arguments)};if(!f._fbq)f._fbq=n;
n.push=n;n.loaded=!0;n.version=’2.0′;n.queue=[];t=b.createElement(e);t.async=!0;
t.src=v;s=b.getElementsByTagName(e)[0];s.parentNode.insertBefore(t,s)}(window,
document,’script’,’//connect.facebook.net/en_US/fbevents.js’);

fbq(‘init’, ‘1553525618238394’);
fbq(‘track’, ‘PageView’);
}
}, true);



Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *