La Figc vara tavolo anti-crisi, blocco ingaggi e norma anti-Superlega

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Quindici mesi di pandemia, irrisolti problemi strutturali. La crisi della Serie A e in generale del calcio italiano è più profonda di quanto si pensi. E se dal punto di vista tecnico la Nazionale è tornata su buoni livelli sotto la guida di Roberto Mancini, che resterà in panchina fino al 2026 grazie al rinnovo annunciato lunedì 17 maggio, sulle altre questioni il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina è atteso da un complesso lavoro.

Tavolo anti-crisi

Gravina ha istituito un tavolo tecnico con Lega Serie A, Lega B, Lega Pro, AIC e AIAC per agevolare un confronto anche con alcuni rappresentanti delle società al fine di approfondire le soluzioni più urgenti e favorire le condizioni ideali affinché il sistema torni in sicurezza. La prima riunione, con la partecipazione delle leghe, dei club, delle componenti tecniche e di alcuni rappresentanti dei club, è stata convocata per venerdì 21 maggio. Nel frattempo, andando incontro alle esigenze più urgenti manifestate dall’assemblea dei club della massima serie, Gravina ha proposto al Consiglio, che ha approvato con voto unanime, di posticipare la verifica per i club di A del pagamento degli emolumenti di marzo nel mese di giugno, comunque necessario per l’iscrizione al prossimo campionato.

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Slittano di un mese gli stipendi di marzo

I club avevano chiesto un intervento più drastico e un taglio di due mensilità da concordare con sindacato e calciatori. Il rischio, denunciano molti dirigenti di club, e’ il default. «È un principio che non condivido – ha spietato però Gravina -. È in contraddizione con altri comportamenti. Ma in momenti di straordinaria eccezionalità dobbiamo tenere conto della difficoltà, bisogna usare anche un po’ di buonsenso. E spostare di un mese una mensilità mi sembra di buonsenso. Molte società hanno già pagato marzo, aprile e addirittura maggio. Il principio comunque non mi piace».

Tetto all’aumento degli ingaggi

Sempre su proposta del presidente federale, il Consiglio federale di lunedì 17 maggio ha approvato il principio di una nuova norma che impone il blocco della campagna trasferimenti per le società di Serie A e di Serie B che superano il costo complessivo del monte contrattuale determinato dai contratti pluriennali in essere per la stagione sportiva 2021/2022 e non prestano idonee garanzie per l’eccedenza. La determinazione nel dettaglio della nuova disciplina sarà approvata alla prossima riunione di Consiglio Federale, a seguito della riunione del tavolo tecnico sulla crisi economica convocato per venerdì 21 maggio.«È una norma importante sotto il profilo del contenimento dei costi», ha dichiarato Gravina nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla riunione del Consiglio per poi tornare a parlare della riforma dei campionati.

Serie A a 18 squadre

«C’è un’idea e un progetto al quale ho lavorato e che sottoporrò a tutte le componenti, se questo si verificherà, già a partire dalla stagione 2023/24 avremo una Serie A a 18 squadre. Mi interessa una riforma del sistema calcio italiano, molto più ampia della Serie A. Il campionato a 18 squadre sta diventando un tema comune anche per altre federazioni, così come i play off e play out. Significa che siamo stati precursori dei tempi. Già da venerdì potrebbe essere il primo passo per discutere di questa riforma».



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