Le lacrime di gioia di “Joker” Vendrame regalano gloria all’Italia e al ciclismo

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Questa volta non si dispera, ma piange di gioia. Andrea Vendrame, 26enne veneto di Conegliano, una vita passata ad inseguire e a rincorrere, regala all’Italia che pedala la seconda vittoria in questo Giro d’Italia che aveva brindato immediatamente a Torino con Filippo Ganna.

Vince Vendrame, al termine di una giornata in fuga, in una tappa tosta e bastarda, che premia solo chi ha coraggio e resistenza. Piange Vendrame, e questa volta sono lacrime di gioia. «Non riesco neanche a parlare, sono molto emozionato dice il ragazzo che corre per la Ag2r, un team transalpino – Nel 2019 ci ero andato molto vicino (fu secondo a San Martino di Castrozza dietro a Chavez) e mi è sfuggita per due salti di catena, ma oggi il sogno si è avverato».

Piange Vendrame, abbracciato al compagno Bouchard, amico e compagno di squadra che l’ha aiutato come pochi. Piange liberamente e copiosamente dopo averne passate tante, nonostante la giovane età. Vittorie andate in fumo per un niente, e incidenti pazzeschi. Come quel pugno in faccia dell’automobilista animale rimediato poco prima di Natale che l’ha mandato KO durante un allenamento, sulle strade di Conegliano. Oppure quando qualche anno fa fu investito da un’auto e per poco non ci lasciava la vita, anche se sul volto porta ancora i segni evidenti di quel terribile impatto. «Oggi i ciclisti sono visti come un ostacolo da abbattere, questa cosa a me fa paura», dice. «Dopo un anno, quando facevo la doccia, mi usciva dalla pelle ancora del sangue per via di quei frammenti di vetro che mi erano rimasti sottocute», racconta.

Basta, lui non è più un Joker (il film che più ama e il personaggio che più lo affascina, ndr), ma non è più neanche il Paperino o il Fantozzi del gruppo, che si attira tutte le negatività del mondo. Ieri la ruota finalmente è girata, dalla parte giusta. La Dea Bendata non si è distratta, questa volta, e si è presa cura di lui. Una vittoria che lo ripaga e ci ripaga di tante cose belle: l’Italia c’è!

Purtroppo non c’è più Alessandro De Marchi, due giorni in maglia rosa. Il rosso di Buja è tornato a casa con una clavicola rotta, dopo essere caduto è stato costretto al ritiro. Chi non si dà per vinto è invece Vincenzo Nibali che, mentre davanti la corsa la fanno i 14 fuggiaschi di giornata che poi andranno a giocarsi la vittoria di tappa, lui nel gruppo maglia rosa ad un certo punto decide di testarsi e nella discesa finale guadagna 7” su Bernal. Piccole prove di trasmissione, per un grande.



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