Liguria in rivolta per rallentamenti e cantieri nelle autostrade: «Fermate i lavori»- Corriere.it

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RAPALLO
– Restringimenti improvvisi, salti di corsia, deviazioni, blocchi. La Liguria delle autostrade è sempre più un percorso a ostacoli che mette a dura prova i nervi e i riflessi di chi guida. Tutto nasce dall’esigenza di mettere in sicurezza gallerie e viadotti, dove sono stati aperti una ventina di cantieri. Il rischio è quello: paralizzare una regione che è snodo nazionale di commerci terrestri e marittimi e agognata meta vacanziera per chi arriva da Nord in cerca del mare dopo i brutti mesi della pandemia. Basta prendere la Milano-Genova per capire a cosa si va incontro. Primo sussulto a Isola del Cantone, un angolo di Liguria a ridosso del Piemonte. Tutti costretti su una corsia, fra operai al lavoro e avvertimenti, «fondo irregolare», mentre la radio annuncia code sulla Genova-Ventimiglia: a Celle Ligure, ad Albissola, a Savona. E, verso levante, a Recco, Sestri, Lavagna.


Isola del Cantone è solo un assaggio. I cambi di carreggiata si susseguono all’altezza di Ronco Scrivia e a Busalla e poi scendendo verso Genova. Sulla costa, le prime inchiodate. A destra c’è lo spettacolo del mare e delle scogliere, davanti è un invito costante a rallentare, a rientrare, a scansare, peraltro in spazi stretti che non contemplano la corsia di emergenza. L’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone lo riconosce: «La situazione non è facile e si annuncia impattante per un lungo periodo, parlo di 4-5 anni. Noi chiedevamo zero cantieri quest’estate, nel senso che fra giugno e luglio si sarebbero chiusi quelli preesistenti. Il ministero ha detto no e ci ha chiesto di condividerne altri quattro: fra Rapallo e Chiavari, fra Lavagna e Sestri Levante, uno sul nodo genovese dell’A10 e un altro fra Savona e Albissola». Gallerie da sistemare. In ogni caso durante i weekend i lavori sono fermi, cosicché i giorni da bollino rosso sono diventati il venerdì e il lunedì, quando cioè riaprono e c’è comunque chi parte e rientra. «Ci vuole una programmazione spalmata nel tempo, con una lista di priorità che dev’essere stilata dai tecnici del governo e dai concessionari. Non può essere che tutto è prioritario. Lunedì ne discuteremo con il ministro». Il governatore Giovanni Toti punta molto sull’appuntamento: «Noi e i sindaci siamo determinati a chiedere soluzioni definitive, praticabili. Non si può andare avanti così proprio ora che si riparte». Partita complicata. Che si gioca sul difficile equilibrio fra l’imprescindibile bisogno di sicurezza e la necessità di far andare la vaporiera del commercio e del turismo. «Si tratta di interventi condivisi con il ministero delle infrastrutture. Se vogliamo rispettare i nuovi standard di massima sicurezza, non si può pensare di rinunciare ai lavori», è la stretta logica di Enrico Valeri, direttore della gestione della rete di Autostrade per l’Italia (Aspi).

Oltre ad Aspi, in ballo ci sono anche i due concessionari del gruppo Gavio che gestiscono l’altra metà della rete ligure che si estende su oltre 700 chilometri di asfalto, dei quali il 27% sono gallerie e il 22% viadotti.
L’affanno dei cantieri sconta il ritardo di decenni nelle manutenzioni di queste infrastrutture. «Bisogna recuperare — conclude Simone Franceschi, coordinatore regionale d Anci Liguria per i trasporti —. Tenendo conto che la viabilità secondaria in Liguria è peggio di quella autostradale. E dunque, nel frattempo, il traffico non può finire lì». Ne sa qualcosa il sindaco di Rapallo, Carlo Bagnasco: «La situazione in città è diventata disastrosa. Abbiamo disdette di clienti e strade disastrate perché si è riversato da noi un traffico mai visto. Ci sono due ponti che cadono a pezzi e ci devo mettere i sensori». Bagnasco dice che i tempi di percorrenza sono diventati impossibili: «Più di un’ora per fare 20 chilometri. Follia. Io mi son preso una Vespa e vado a Genova con quella». La sua collega di Sestri Levante, Valentina Ghio, ricorda quando hanno interrotto il traffico dopo l’ispezione sul viadotto di Valle Ragone: «Ci siamo ritrovati i tir in paese. Non deve più succedere». Con il sindaco di Lavagna aveva pensato a un’ordinanza per vietare il transito ai mezzi pesanti: «Per noi è un danno ambientale».

Soffrono i paesi, sospirano i turisti, scalpitano gli autotrasportatori. «Abbiamo studiato una App che da luglio consentirà agli utenti di risparmiare subito sul pedaggio, considerando il tempo impiegato e i chilometri percorsi», cerca di calmare gli animi Valeri, ben sapendo di non riuscirci. «Io non ne posso già più», avverte Ilardo Vincenzo che con il suo bisonte porta avanti e indietro i materiali dei lavori in corso. Troppe code, troppo stress, troppi disagi.

16 giugno 2021 (modifica il 16 giugno 2021 | 07:44)

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