Lo scherzo di Gattuso al Milan, la grinta di Ronaldo e l’Inter che va

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Cominciamo da qualche certezza.  La prima, dopo questa 27esima giornata, è che il Milan può dire addio allo scudetto.  Questa volta sul serio. Battuto dal Napoli di Gattuso, grazie un gol di Politano al 49esimo, forse per la prima volta Il Milan si risveglia bruscamente da un bel sogno che era cominciato dall’inizio del campionato.

Un risveglio particolarmente brusco perchè questa ennesima sconfitta a San Siro (la quarta nelle ultime 7 partite) coincide con un nuovo allungo dell’Inter che, superando il Torino (2-1), si porta a + 9 punti dai rossoneri, secondi a 56 punti. 

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Tanti, troppi per un Milan zavorrato dagli infortuni e dal doppio impegno in Europa League. Tutto adesso è in movimento. L’Inter vola verso lo scudetto ma, dietro ai rossoneri, staccata di una sola lunghezza, la Juventus incalza. Il largo successo a Cagliari, con una tripletta di Ronaldo, rimette in corsa la squadra di Pirlo almeno per il secondo posto.     

Tornando a Milan-Napoli bisogna dire che Gattuso ha giocato un brutto scherzo ai suoi vecchi amici: al suo ritorno a San Siro non solo porta via tre punti preziosissimi che consentono al Napoli di rilanciarsi per un posto in Champions, ma rifila il ko decisivo alle residue speranze dei rossoneri di restare in corsa per il titolo. Alla fine però è giusto così: pur avendo recuperato tre giocatori importanti in un colpo  solo (Hernandez, Calhanoglu e Rebic) il Milan ha quasi sempre subito la maggior vivacità dei partenopei. In più, senza Ibra, gli manca qualcuno in attacco che arrivi al dunque: Rebic, dinamico ma impreciso, si è fatto espellere. Quanto a Leao, ancora una volta è impalpabile, poco incisivo. Nel finale, a un passo dalla porta, conclude debolmente. Tanto fumo ma poco arrosto. Sempre nel finale i rossoneri possono reclamare per un rigore non concesso dall’arbitro Pasqua, ma il colpo di Bakayoko sul polpaccio di Hernandez  non sembra così meritevole di sanzione.  In definitiva il Milan è sembrato scarico, stanco, con le polveri bagnate. Probabilmente le fatiche di Manchester hanno pesato, però a furia di cambiare i pezzi il suo brillante motore si è ingolfato. Il Napoli, che non vinceva in trasferta dal 10 gennaio, fa un bel salto in avanti agganciando la Roma, caduta malamente a Parma. E l’Atalanta è solo due punti più in alto.

Che grinta Ronaldo! Punto sul vivo dalle pesanti critiche ricevute per l’uscita dalla Champions, Cr7 sfodera a Cagliari una partita da Fenomeno che spazza via con la forza di una mareggiata i poveri isolani, colpevoli di essersi trovati nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Tre gol in 33 minuti. Il secondo su rigore. Una tripletta devastante che chiude  ogni discorso sulla partita, poi finita 3-1. Con un piccolo giallo tra il primo e il secondo gol quando Ronaldo  viene ammonito dall’arbitro Calvarese per una entrata  a gamba tesa sul portiere del Cagliari, Cragno. Un brutto fallo che sarebbe stato da punire con l’espulsione. Ma gli Dei del calcio questa volta erano dalla parte del Fenomeno.



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