Lorenzo non è una meteora ed Egan emozioni di più

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Incantato da questo ragazzo che non conoscevo, Lorenzo Fortunato. Non si vince sullo Zoncolan se non si ha talento, se non si ha qualcosa nelle gambe e nella testa, ma anche nel cuore. È vero, anche ieri è arrivata in pratica la fuga, fuga che però non ha mai preso veramente il largo, che non è mai andata oltre gli 8 minuti. È stata una gran bella tappa, vinta da un ragazzo che non sarà una meteora, perché in salita, su questa salita, sullo Zoncolan non si scherza, non si può barare. La sua è una vittoria vera, bella e autentica, ottenuta su una delle cime più iconiche del ciclismo mondiale. Ieri ha vinto anche Bernal, che ha guadagnato ancora su tutti i suoi diretti avversari, ma da lui mi aspettavo qualcosa di più. Avrei voluto un acuto da tenore, un assolo degno dei grandi campioni, e invece ha preferito – e forse ha ragione lui – controllare con estrema intelligenza prima di muoversi proprio nel finale. Lo aspetto a Cortina, domani, nel tappone dolomitico, dove sono state scritte pagine memorabili di ciclismo. Mi piacerebbe che anche lui ne scrivesse una tutta sua. Ha le doti per farlo. Io me lo aspetto.



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