Matteo Bassetti, scorta per minacce No Vax: «Violenza intollerabile»- Corriere.it

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«Da quando si è iniziato a parlare di vaccini, più o meno dallo scorso dicembre, sono diventato il capro espiatorio di quanti sono contro la campagna vaccinale e, quindi, spesso quando le cose non vanno e c’è da prendersela con qualcuno, mi attaccano ferocemente: è inaccettabile». Matteo Bassetti, 50 anni, professore ordinario di Malattie infettive a Genova, è nel mirino dei No Vax per le posizioni a favore (naturalmente) della vaccinazione di massa a tutta la popolazione. Una persecuzione, talmente veemente e insidiosa, che ora al primario dell’ospedale è stata assegnata una sorveglianza attiva da parte della polizia che, a esempio, lo segue durante gli eventi pubblici e tutela con discrezione obiettivi possibili come la sua casa o l’ospedale.

Professor Matteo Bassetti lei ha paura?


«No e non retrocederò di un centimetro dalle mie posizioni. Anzi, visto il mio carattere, più mi attaccano e più penso di aver lavorato bene perché chi lo fa perché mi identifica come il simbolo della campagna vaccinale in Italia. Però mi lasci dire che questa situazione mi fa male ed è incomprensibile».

Non pensa che sia il rovescio della medaglia, proprio, per la notorietà che ha acquisito nei salotti televisivi e sui giornali?

«Non solo l’esposizione mediatica ma è una serie di cose che si tengono tutte insieme. L’identificazione di cui parlavo prima con la campagna vaccinale fa sì che alcuni ti vedano come lo strumento che ha il main stream per promuovere le inoculazioni. Ecco questa è la critica che mi viene fatta di essere al servizio di Big Pharma, dello Stato e dei “cattivi” per far vaccinare. . A me fa male questa situazione perché io sono solo un medico, un professionista che vive in ospedale e che crede profondamente nella campagna. Io, però, non li comprendo perché alla fine non ho nessun ruolo nelle decisioni politiche e in quelle regolatorie del nostro paese. Sui miei spazi social, ho sempre detto di essere a favore dei vaccini negli adulti e nei ragazzi e che è uno l’unico strumento per combattere la pandemia. Evidentemente a qualcuno questa mia posizione non piace ma questi attacchi sono vili e meschini perché non si rivolgono solo a me».

A chi sono rivolti questi attacchi oltre che a lei?

«Ai miei familiari e mi fa molto male. Però, io credo che in questi attacchi ci sia anche una responsabilità da parte delle Istituzioni».

Perché vede una responsabilità delle Istituzioni?

«Se io sono bersaglio dei No Vax è perché evidentemente mi vedono come punto di riferimento e, invece, non vedono come tale le figure Istituzionali. Mi minacciano perché forse chi doveva metterci di più la faccia non ce l’ha messa abbastanza. In un Paese diverso dal nostro chi dovrebbe diventare oggetto di attacchi da parte di chi è contrario ai vaccini dovrebbe essere una figura istituzionale come il ministro della Salute e non l’anello più debole come un medico».

Quante minacce ha ricevuto? Ha già presentato denunce?

«Migliaia di minacce, non le conto nemmeno più. Con il mio staff di legali ho già presentato una ventina di denunce e ogni giorno ne depositiamo di altre perché io voglio che queste persone vengano perseguite dalla legge. Non per tornaconto personale perché, detratte le spese processuali, destinerò ogni euro ricevuto in beneficenza. Però ci vuole un segnale, bisogna rendersi conto che la misura è colma che non è possibile che sui social e la Rete sia dia a chiunque la possibilità di offendere».

Anche fra di voi medici ve le siete «cantate» in questi mesi…

«Veda noi siamo appunto medici e discutiamo di medicina ma, dopo tutti questi attacchi, diventa persino difficile prendere una posizione scientifica. Questi odiatori non stanno capendo fondamentalmente un passaggio determinante».

Cosa non capiscono questi odiatori sociali?
«Io non sono un ministro, io non ho scelto di andare in parlamento e non prendo posizioni politiche. Non ho alcun potere decisionale e, comunque, non dovrebbe essere giusto neanche per i politici ricevere minacce. Io, ripeto, sono un medico, faccio il mio lavoro, leggo gli articoli, scrivo quello che penso.

Le è stata affidata una tutela per attacchi più violenti negli ultimi giorni?

«C’è stata una recrudescenza ultimamente per due fatti. Il primo è perché ho raccontato che avrei fatto vaccinare i miei figli di 12 e 16 anni e, a maggior ragione, oggi sono sempre più convinto di farlo tanto che il 28 giugno li accompagnerò personalmente perché riceveranno la prima dose. Il secondo fatto è probabilmente legato alla morte di una ragazza di Sestri Levante, vicino Genova. Era stata vaccinata con Astrazeneca. Però io avevo avvertito tutti in tempi non sospetti…».

Di cosa aveva avvertito tutti?

«Io avevo detto che in una campagna vaccinale così di massa bisognava intervenire con spot a spron battuto. Non solo qualcuno ogni tanto sui canali tv ma un martellamento che coinvolgesse anche giornali, social, radio e qualunque media. A esempio sarebbe servita una pagina Instagram o Facebook specifica da parte del ministero con tutte le informazioni e i motivi per dover aderire alla campagna. Nel momento in cui non le fai, la gente non sa chi attaccare e non ha risposte a tono ufficiali e allora scrivono dove pensano di trovare spazi liberi. Ecco perché poi il Bassetti o il Burioni di turno vengono massacrati di insulti: questo è inaccettabile».

Cosa si dovrebbe fare secondo lei adesso?
«Credo che la magistratura deve dare un segnale forte perché non è possibile che in un momento come questo ci sia libertà di fare queste cose come uno può scrivere che se mi prende mi appende a testa in giù. A uno così lo devi perseguire e fargli capire che certe cose non si scrivono».

Cosa le lascia più l’amaro in bocca di questa brutta vicenda che la coinvolge?

«Quello di essere percepito come se noi medici fossimo dalla parte dei “cattivi”. È davvero paradossale e, alle volte, mi viene da replicare che se un non vuole vaccinari sono fatti suoi perché rischia di morire. Tanto prima o poi si convinceranno quando vedranno che gli immunizzati non finiranno più nei reparti Covid o non avranno problemi mentre loro sì. Vorrei ricordare che il vaccino è facoltativo, come è giusto che sia, per la popolazione. Francamente è una polemica che trovo sterile. Però da tutta questa triste vicenda ho avuto una conferma positiva».

Quale conferma positiva ha avuto da una così brutta storia?

«Ho conosciuto funzionari della questura di Genova, agenti e uomini della Digos fantastici. Mi chiamano, mi rincuorano e io li ho ribattezzati i miei angeli custodi perché ho sentito lo Stato vicino. Non avevo dubbi perché ho sempre creduto nelle forze dell’ordine ma quando ci passi di persona riesci a toccare con mano quanto siano persone eccezionali».

Agenti che non dovrebbero tutelare un medico che esprime opinioni…

«Vorrei che non accadesse più ma purtroppo viviamo in un Paese particolare dove le Istituzioni centrali sono deboli nei confronti dell’opinione pubblica. Per questo invidio molto i miei colleghi anglosassoni perché da questo punto di vista le istituzioni mediche godono di ben altre tutele».

14 giugno 2021 (modifica il 14 giugno 2021 | 21:06)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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