Milan, questa volta si scotta il Verona. L’Inter al crash test con l’Atalanta

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Aridaje, direbbe Beppe Grillo. Nuovo colpo di scena. Anzi, nuovo colpo di coda del Diavolo. Che ormai si diverte un sacco a farsi dar per morto, al mercoledì, salvo poi risorgere alla domenica quando ormai ogni discorso sullo scudetto sembra morto e sepolto a favore dell’Inter (che stasera se vince contro l’Atalanta può comunque riportarsi a + 6 dai rossoneri)

Questa volta a scottarsi è il Verona, di solito fatale per il Milan come ben ricordano gli ormai incanutiti tifosi rossoneri che al Bentegodi videro volar via due scudetti, uno nel 1973 ai tempi gloriosi di Nereo Rocco e l’altro nel 1990 con il Dream Team di Arrigo Sacchi. Ma quelli sono episodi lontani, roba del polveroso Novecento che fu. Stando nel presente, colpisce l’incredibile facilità con cui il Milan, dopo un mercoledì poco da leoni con l’Udinese, e con una infermeria più affollata dei Navigli in una giornata di sole, in piena emergenza insomma, sia riuscito a far pelo e contropelo alla squadra di Juric, fino a questo momento stimata come la più rognosa delle “provinciali” tanto che solo la settimana prima aveva fatto tremare la Juventus. Voi direte: non ci vuole molto, oggi come oggi, a far tremare la squadra di Pirlo… Ma queste, come preciserebbe Andrea Agnelli, sono facili ironie anti juventine perchè poi, se si fanno bene i conti, la Juve è sempre terza in classifica, ancora in lizza per la Champions e con un paio di coppe già in tasca…

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Meglio restare sul Milan. Tanto di cappello. Veramente sorprendente. Con una squadra di ragazzi, e senza Ibra, Calhanoglu, Hernandez, Rebic e Bennacer, il Milan ritrova improvvisamente quella insostenibile leggerezza che, fino a Natale, gli aveva permesso di mettere in fila dieci vittorie e quattro pareggi, cioè una media punti da scudetto, più o meno come quella dell’attuale Inter. Vero che il Verona non è il Bayern di Monaco, ma questa trasferta era un crocevia pericolosissimo che rischiava di mandare a gambe all’aria tutto il progetto di Pioli.

L’aver vinto così, con due gol (Krunic e Dalot) uno più bello dell’ altro, con un Kessie dominante a centrocampo, rimette il Milan al suo posto, cioè di quello di una giovane squadra che gioca un calcio brillante e coraggioso. Forse non ancora da scudetto, ma abbastanza per costruirsi un ottimo avvenire. Di sicuro, con questo passaggio vincente a Verona, Il Milan si riaccredita per il secondo posto e per la Champions. Poi si vedrà, perchè questo campionato tira sempre fuori qualche sorpresa



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