Nadia contesa dai genitori e la «guerra» tra i giudici italiani e belgi- Corriere.it

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Una bambina contesa tra il Belgio e l’Italia. Lei ha 11 anni e non vive pi con la madre da quando ne aveva quattro. I giudici di Bruxelles hanno deciso che deve stare con il padre, che chiameremo B.B., arrivando, otto mesi fa, ad impedire qualsiasi contatto con la genitrice. Eppure per ben quattro volte, due in Corte di Cassazione e due in Corte d’Appello, la giustizia italiana ha stabilito che Nadia (il nome di fantasia) deve risiedere in Italia con la madre e che la giurisdizione del caso spetta al nostro Paese. L’ultima del 7 giugno del 2017 in cui la Corte di Cassazione italiana sottolinea che il pap della minore stato rinviato a giudizio con decreto del 2 marzo 2016 dal Gip del Tribunale di Siracusa per il delitto di maltrattamenti nei confronti della stessa figlia e che il medesimo ha adoperato violenza anche nei confronti della di lei madre.

Ma i giudici belgi non sentono ragioni. L’ultima sentenza del tre maggio e ribadisce anche una volta la competenza belga giudicando i pronunciamenti italiani ormai superati. Come si potuto verificare un tale corto circuito tra due Paesi della Ue? Cerchiamo di ripercorrere cronologicamente una vicenda giudiziaria che ha dell’incredibile. Margherita Passanisi un’ingegnera residente ad Augusta in Sicilia. Nata in Venezuela da genitori italiani rientrata in patria nel 2001. Nel 2006 Passanisi si sposa con B.B., anche lui ingegnere ma i rapporti si fanno subito tesi. Nel 2010 nasce Nadia. A met 2013 Passanisi va a lavorare in Belgio e porta con s la bambina, in azienda trova anche il marito con cui ormai non vive pi. La donna decide di chiedere la separazione e torna in Italia a gennaio del 2014 ma a febbraio scopre che B.B. l’ha denunciata per rapimento internazionale della minore a Bruxelles.


I giudici italiani ordinano che la minore rientri in Belgio ritenendo che l fosse residente. Passanisi vede la figlia solo nei weekend ma la bimba appare turbata, ha i genitali arrossati e viene picchiata.La donna, preoccupata, presenta denunce sia in Italia che in Belgio. Ad aprile del 2015 in un rapporto della polizia belga emerge che la piccola stata esaminata, su ordine di un giudice d’istruzione, da un dottore dell’ospedale di Saint-Luc a Woluwe che trova la presenza di tracce rossastre nei genitali e i segni di un’infezione. Il documento sostiene di non poter escludere molestie sessuali. Il 15 febbraio del 2015 B. B. picchia Passanisi in strada davanti alla figlia, le danneggia tre vertebre. L’uomo, nel 2017, verr condannato in primo grado a sei mesi con la condizionale da un tribunale belga. L’appello ancora pendente.

Intanto in Italia si muovono i tribunali. A maggio del 2015 una sentenza della Corte di Cassazione italiana accoglie il ricorso di Passanisi contro la decisione del Tribunale per i Minorenni di Catania che aveva riconosciuto sussistere il rapimento della minore, sul falso presupposto, richiesto da norme internazionali, che la bambina e il padre risiedessero da oltre un anno in Belgio mentre l’uomo, per sua stessa ammissione aveva visto Nadia 11 volte nel 2013. In verit B.B. aveva presentato la richiesta giorni dopo aver fatto la denuncia di rapimento, in primo grado, il 21 giugno 2016 la Corte d’Appelllo di Siracusa stabilisce che la competenza italiana ma il 29 luglio un tribunale di Bruxelles, ignorando le sentenze italiane e basandosi sulle relazioni dei servizi sociali belgi, delibera a titolo definitivo l’affidamento al padre. Il 7 giugno del 2017 la Corte di Cassazione italiana ribadisce, respingendo un ricorso di B.B., che il caso va giudicato in Italia e non c’ stato alcun rapimento.

Nel 2018, forte delle sentenze italiane a suo favore, Passanisi porta la bambina in Sicilia. Il marito sporge un’altra denuncia di rapimento. Passanisi si presenta al commissariato di Bruxelles a settembre per chiarire la vicenda e viene arrestata. Rimarr in carcere per sei settimane: il suo legale prover a contattare la Farnesina senza successo. Intanto la bambina in Italia con i genitori di lei. A questo punto succede l’incredibile: finisce in cella anche il fratello della donna, Umberto Passanisi, cui viene chiesto di riportare la bambina in Belgio illegalmente. Lui, messo alle strette, viene rilasciato promettendo di andare a prendere la nipote. Cos a novembre 2018 la minore torna con il padre. L’Italia non c’entra nulla con questa storia, la bambina sempre stata in Belgio, l andata a scuola e l cresciuta. E l seguita dai servizi sociali dice l’avvocato di B.B. mentre i giudici italiani avevano riscontrato che la coppia si era sempre spostata molto mantenendo per la base in Italia.

In un lungo parere scritto sulla vicenda Marc Fallon, docente di diritto internazionale e comunitario, considerato un’autorit in materia, abbastanza netto: Visto che il tribunale italiano era stato adito per primo, che i giudici italiani hanno concluso in modo definitivo sull’assenza di sottrazione di minore, che gli stessi hanno invalidato il trasferimento di competenza verso i Tribunali belgi, il giudice di Siracusa rimane competente e senza dubbio lo oggi. Secondo l’esperto evidente che la signora Passanisi difficilmente avrebbe potuto immaginare di non aver il diritto di rispettare le sentenze italiane. Come si muover ora la procuratrice capo di Siracusa Sabrina Gambino, che si insediata a fine agosto? Emetter un ordine di protezione per la bambina chiedendone il trasferimento immediato in Italia, visto che deve anche essere sottoposta a perizia nel processo in corso nei confronti del padre per calunnia e molestie sessuali verso la minore? Nella sentenza del 3 maggio i giudici di Bruxelles escludono che Nadia possa essere ascoltata in Italia ma c’ una novit importante: il caso sar trasferito al tribunale dei minori del Brabante Vallone, dove ora vive il padre con la figlia, e cambieranno anche i servizi sociali tanto contestati dalla madre. un ripartenza che non consola la signora Passanisi: Gli anni passano — dice — e io non sono con la mia bambina.

19 maggio 2021 (modifica il 19 maggio 2021 | 19:58)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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