Napoli, la metamorfosi di Lozano

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Dopo la deludente stagione del debutto, il messicano si è preso la scena alzando il ritmo come lo sollecitava il tecnico: un attaccante moderno che segna e difende

“Chucky pressa”, “Chucky puntalo”, “Chucky chiudi”. Sono le frasi più gettonate di Rino Gattuso durante le partite del Napoli e perfettamente ascoltabili nei deserti dei nostri stadi. Un pungolo continuo che diventa efficace per il messicano che col suo allenatore ha un rapporto particolare. Con l’Udinese, arrivato a un certo punto del primo tempo, l’ala ha anche risposto qualcosa al tecnico che ha subito replicato: “Fai quello che ti dico e non rispondere!”. Poco dopo lo stesso Lozano si è avvicinato per chiarire, un abbraccio volante fra i due e poi di nuovo in partita. E forse non è un caso che poco dopo, con una lettura veloce ed efficace, il messicano in pressing altissimo abbia rubato il tempo a De Paul, fulminando in uscita il portiere Musso per il 3-1.

La cura Gattuso

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Già i gol: spiegano tanto dell’evoluzione di questo giocatore acquistato per 42 milioni nell’estate del 2019 dal Psv Eindhoven ma che aveva decisamente deluso nella sua prima stagione, in avvio con Ancelotti e poi conclusa con Gattuso. Che lo aveva anche “cacciato” da un allenamento alla vigilia della finale della Coppa Italia, lo scorso giugno, proprio per dargli una scossa. E Hirving ha saputo capire i segnali lanciati da Ringhio, chiudendo la stagione scorsa in ripresa ma soprattutto iniziando alla grande quella attuale. Basta dire che nel 2019-20 chiuse con 5 reti e nell’attuale annata ha addirittura triplicato: siamo a 15. Al di là dei numeri ora Lozano è una realtà in Italia e le sue qualità sono molto apprezzate e temute dagli avversari.

Cambio di mentalità

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E così, grazie anche ai gol, il messicano ha ritrovato il ghigno di Chucky, la bambola assassina in celluloide da cui nasce il nomignolo. Soprattutto ha capito che per ritrovare gamba e reattività bisognava alzare i ritmi in allenamento come lo sollecitava Gattuso. E poi serviva un periodo di comprensione del calcio italiano, maturare anche nella fase difensiva perché un attaccante esterno deve essere bravo anche in quello. E così il Lozano un po’ molle e poco convinto che chiedeva palla fra i piedi e non riusciva a trovar spazi, ha lasciato spazio al giocatore veloce che si propone in profondità e cerca sempre di saltare l’uomo. Un attaccante moderno che poi in fase difensiva non risparmia interventi anche duri in scivolata e diventa un punto di riferimento anche per la squadra. Non era facile per il Napoli sostituire un giocatore del valore e della intelligenza tattica di José Maria Callejon. Gattuso alternando Lozano con Politano in questa lunga e intensa stagione ha trovato una soluzione eccellente, visto che i due insieme sommano 20 gol in campionato.

Esterni da Champions

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E che il gioco del Napoli di Gattuso esalti gli esterni in fase offensiva lo dimostra un dato di non poco conto. Nei top 5 campionati europei solo gli esterni del Liverpool con 39 gol (Salah 21, Mané e Diogo Jota 9) hanno fatto meglio del Napoli con 38 (Insigne 18, Lozano 11, Politano 9), persino i campioni inglesi e finalisti di Champions del Manchester City sono dietro con 30 (Sterling 10, Mahrez 9, Foden 7, Torres 4).



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