Nuoto, piovono medaglie. Manca solo l’oro. Però oggi abbiamo Fede

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Una pioggia di medaglie per l’Italnuoto contraddistingue la terza giornata degli Europei. È mancata la ciliegina, ovvero l’oro, ma la spedizione azzurra ieri l’ha fatta da padrone in virtù dei sette podi ottenuti.

Ad inaugurare la giornata memorabile è stata la doppietta sul podio dei 1500 stile libero, gara che ha visto Gregorio Paltrinieri e Domenico Acerenza salire sul secondo e terzo gradino. Un risultato tutt’altro che scontato, dato che Paltrinieri arrivava a questa finale con il settimo crono di ingresso, reduce dalle fatiche accumulate dal fondo. Non vi era infatti certezza che il carpigiano riuscisse a ritrovare le forze, ed invece Super Greg ha reagito da vero campione e fino all’ultimo si è giocato la vittoria con l’ucraino Romanchuk (14’3989 contro il 14’4291 dell’azzurro). Alle loro spalle, lo scudiero di Paltrinieri, Mimmo Acerenza, si è preso il bronzo, sua prima medaglia internazionale in vasca, a conferma della bontà del lavoro svolto assieme. «Ho provato a partire forte confessa Greg -, dovevo dare uno scossone dopo la batteria. Me la sono giocata, il tempo di 14’42 è tanta roba, se penso a quanta stanchezza ho accumulato fin qui». Ora per Gregorio, già a 3 ori e 1 argento, un solo giorno di riposo prima di tornare in vasca per l’ultima fatica, l’800.

È mancato tanto così, invece, ad Alessandro Miressi per difendere il suo oro europeo di tre anni fa. Al 22enne torinese non è bastato abbassare ulteriormente il record italiano dei 100 stile libero (4745, meglio del 4753 della semifinale) per riconfermarsi campione. Colpa di un russo, Kolesnikov, che dopo aver siglato in questi giorni due record del mondo nel dorso, si impone pure nello stile in 4737, un’inezia. «È stato più bravo di me commenta Miressi -, ci ho provato con tutto me stesso. Ma sono felice dei miglioramenti fatti, pur avendo preso il Covid. Ora so di essere tra i migliori della specialità e voglio andare in finale a Tokyo».

Neanche il tempo di festeggiare i ragazzi, che nel giro di un paio di minuti arrivano altre due medaglie dalle donne: quelle di Arianna Castiglioni e Martina Carraro, seconda e terza nella finale dei 100 rana. E poi, cosa vogliamo dire del meraviglioso argento con primato italiano (1’54″28) di Federico Burdisso nei 200 farfalla? L’azzurro è secondo solo alle spalle del primatista del mondo, l’ungherese Milak. Nell’ultima finale di giornata, chiude invece con il bronzo il quartetto (Ballo, Ciampi, De Tullio, Di Cola) della 4×200 stile maschile. Come terza è anche la Pellegrini nella semifinale dei 200 stile. È vero, ieri è mancato l’oro. Ma oggi abbiamo Fede.



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