Ora sentiti ringraziamenti al signor De Zerbi

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Dopo la Turchia, anche la Svizzera aspetta al varco l’Italia di Mancini e non la trova quasi mai. È questo il primo riconoscimento pubblico del valore e dello spessore tecnico che i rivali accreditano agli azzurri che giocano un calcio europeo autentico, due tocchi al massimo, ping pong tra i centrocampisti prima di aprire i varchi e deliziare il pubblico. Nemmeno la furbata del ct svizzero di piazzare Shaqiri su Jorginho riesce a oscurare il gioco azzurro che passa, in alternativa, dai piedi di Berardi e Insigne e poi incorona Manuel Locatelli. Mancini ha occhio nello scegliere i calciatori e nel trovare chi può risultare utile alla sua idea di calcio geometrico. Ma per Locatelli che tra l’altro gioca grazie all’assenza di Verratti (per infortunio), bisogna spedire un bigliettino di sentito ringraziamento in Ucraina a Roberto De Zerbi. Fu lui a pescarlo nel Milan appena passato dal cinese a Elliott che si affidò a Leonardo (con Maldini defilato). Lo pagò una miseria per quei tempi, 12 milioni addirittura. E uno scopritore di quel talento quando bambino giocava nel Lecco, Mauro Bianchessi, collaboratore di Adriano Galliani, cominciò a brontolare e a maledire l’operazione. De Zerbi l’ha prima messo in castigo, poi ne ha affinato le geometrie, quindi l’ha trasformato nel perno principale del Sassuolo col centrocampo a due, infine gli ha regalato sicurezza, conoscenze e fiducia ripetuta fino a trasformarlo nello spettacolare eversore della Svizzera rimasta fulminata dalle sue prodezze balistiche. Perciò oltre alla Juve, su di lui hanno acceso i riflettori alcuni top club europei (Germania e Inghilterra). Tra le luci abbaglianti della seconda serata di questa Italia che domina e si diverte, bisogna anche segnalare qualche ombra. Spreca troppo la Nazionale consumando energie in dose industriale senza riuscire a fare risultato largo. È accaduto nel primo tempo e nella ripresa. Qui bisognerà migliorare agli ottavi ormai in saccoccia.



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