Quel ragazzino di nome Vincenzo

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Nel nome della rosa abbiamo conosciuto meglio un ragazzo fantastico come Alessandro De Marchi. L’Italia intera, e non solo, ha potuto conoscere questo fantastico atleta, che non solo ha cuore e gambe, ma anche testa. L’ho seguito con attenzione, con grande ammirazione e affetto. Anche ieri ho tifato per lui, pur sapendo che sarebbe stato difficile tenere la maglia. Onore a De Marchi, che arriva staccatissimo. Onore a questo ragazzo friulano che onora uno sport che esalta come pochi gli uomini e la loro umanità. Onore alla vecchia maglia rosa, che oggi fa già parte della storia, ed è una bella storia. Una bella storia è anche questo Giro d’Italia frizzante e brioso. Oggi ne sappiamo un po’ di più, anche se questo romanzo rosa è solo all’inizio. I tre indiziati alla vittoria finale sembrano essere Egan Bernal, Remco Evenepoel e Simon Yates, però voglio anche ricordare Vincenzo Nibali, un campione senza età, che è lì a lottare tra i ragazzini come un ragazzino. Sappiamo perfettamente i giorni di allenamento persi per quella dannatissima frattura al polso. Lui ora è lì, che cerca il bel tempo e tempi migliori. Vincenzo è un indomito lottatore, e lotterà.



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