Quelle famiglie in gita sul Lago Maggiore per respirare la libertà

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I genitori e il fratello di Silvia escono dalla caserma dei carabinieri di Stresa con lo sguardo perso nel vuoto. “Si era appena laureata, era andata a fare una gita con il fidanzato. Noi abbiamo saputo dello schianto leggendo i siti internet”, raccontano scossi. In caserma hanno avuto la conferma del sospetto che hanno cercato di allontanare per ore, nonostante fosse impossibile raggiungere al telefono i due fidanzati, nonostante ovunque risuonassero le notizie della tragedia. Silvia Malnati aveva 26 anni, Alessandro Merlo 29. Entrambi abitavano a Varese. “Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia”, aveva scritto Silvia citando Goethe sui social quando il 23 marzo si era laureata in Economia e management, momento immortalato dalla corona d’alloro e il sorriso di una nuova fase della vita che inizia. Per il momento era contenta di aver trovato lavoro, impiegata da poco alla profumeria Kiko a Milano.

Alessandro Merlo, 29 anni, e Silvia Malnati, 26 (ansa)

La ragazza di Diamante e il fidanzato iraniano

Diamante è lontana più di mille chilometri dal Mottarone. Mille chilometri che adesso ripercorreranno le salme di Serena Costantino, 27 anni, e del fidanzato iraniano Mohammadreza Shahaisavandi di 23. Entrambi erano residenti nella località calabra ma vivevano fuori. Lei si era trasferita da poco a Verbania, dopo aver vinto il 15 marzo una borsa di ricerca con il Cnr e l’Istituto di ricerca sulle acque, dopo aver studiato alla Sapienza a Roma. Aveva appena disfatto le valigie e si stava abituando alla nuova vita, mentre nella capitale viveva ancora il fidanzato, che studia all’università e si paga gli studi lavorando in un bar. Ma si erano rivisti per il fine settimana per colmare la distanza che li separava. Ora alle autorità spetterà il difficile compito di avvertire la famiglia del ragazzo, che vive ancora in Iran. Mentre in Calabria il lutto ha toccato l’intera regione e le condoglianze sono arrivate anche dal presidente Giovanni Arruzzolo: “Siamo sgomenti”.

Roberta Pistolato e Angelo Vito Gasparro  (ansa)

Angelo e il regalo di compleanno a Roberta

Quarant’anni, una data da ricordare con una bella gita su quella funivia che dall’isola Bella sale fino alla cima del Mottarone. Aveva preparato tutto per festeggiare in vetta, proprio il giorno del suo compleanno, Roberta Pistolato con il marito Angelo Vito Gasparro, di cinque anni più grande di lei. Erano partiti dall’Emilia, due giorni di svago.
Lo raccontavano a tutti: l’ultimo messaggio alla sorella, che vive in Puglia, alle 11 del mattino: “Stiamo salendo in funivia”. Erano cresciuti entrambi a Bari e da qualche anno si erano trasferiti a Castel San Giovanni, provincia di Piacenza. Lui guardia giurata, lei medico: negli ultimi tempi si era impegnata nella campagna vaccinale anti-Covid, sia negli hub che a domicilio per raggiungere i pazienti fragili e anziani. Per questo in tanti hanno voluto ricordarla, non appena la notizia ha raggiunto gli ambienti sanitari in cui si era inserita: “Era una professionista disponibile e cordiale che ha sempre dimostrato spirito di servizio”, scrive l’Ausl di Piacenza.

Elisabetta Persanini (38 anni) e Vittorio Zorloni (54) (ansa)

Vittorio, Elisabetta e il piccolo Mattia

“Una tragedia immane, da cui come vedanesi siamo ancora più toccati perché ha devastato un’intera famiglia della nostra comunità”. Così Cristiano Citterio, il sindaco di Vedano Olona (nel Varesotto), commenta il crollo della cabina della funivia sul Mottarone in cui hanno perso la vita tre suoi concittadini. Tra le vittime ci sono il 54enne Vittorio Zorloni, la moglie Elisabetta Persanini (38 anni) e il figlio Mattia ( 5 anni). “Sono in contatto con i carabinieri e sto aspettando ulteriori aggiornamenti. Al momento so solo che Vittorio era partito per una gita con la famiglia, come tantissimi altri italiani avranno fatto in questa domenica di libertà dopo i lunghi periodi di lockdown – continua il primo cittadino – I parenti sono già partiti per andare sul posto ed effettuare il riconoscimento delle salme. Tutta la comunità vedanese si stringe intorno a loro in questo momento di terribile dolore”.

Tal Peleg, 26 anni, Amit Biran, 30 anni, e il piccolo Tom, 2 anni (ansa)

Il destino di Amit e Tal via da Israele col sogno di dimenticare i razzi

 

Erano appena rientrati da Israele, dalla guerra, dai razzi e dai lutti senza fine. Anche se il cuore e la testa di Amit erano sempre là, su quel conflitto che ha anche riempito gli ultimi post del suo profilo Facebook. Hanno trovato la morte in una giornata di sole, durante «una gita in montagna che — racconta Milo Hasbani il presidente della comunità ebraica di Milano — avrebbe dovuto restituire a tutti un po’ di spensieratezza ». Un’intera famiglia annientata: Amit Biran, 30 anni, che si era trasferito a Pavia nel 2018 per studiare Medicina, la moglie, Tal Peleg, di 27, e Tom, il figlio più piccolo di appena due anni, che era nato proprio in Italia, nella città che la coppia aveva scelto per vivere. Con loro, anche due parenti venuti da Israele a trovarli. L’unico sopravvissuto, il bambino più grande di cinque anni. Che sta ancora lottando. Quando è arrivato, in condizioni molto gravi, all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dicono i medici, piangeva disperato e continua a ripetere solo: “Lasciatemi stare, lasciatemi stare”. Nella tragedia sono morti anche i suoi bisnonni Itshak Cohen, 82 anni, e la moglie Barbara Cohen Konisky, 70 anni.

 

 



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