“Raccolti 100mila euro per aiutare il suo bimbo”

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Morte Luana D’Orazio, il vicesindaco di Montemurlo: “Abbiamo raccolto 100mila euro per aiutare il bimbo di Luana. Si è attivata l’Italia intera per aiutare questa famiglia. Chiederemo al ministro Orlando un cambio di passo, perché non è possibile che ci siano ancora mille morti l’anno sul lavoro”. (continua a leggere dopo la foto)

Morte Luana D’Orazio, il vicesindaco di Montemurlo: “Chiederemo al ministro Orlando un cambio di passo, non è possibile che ci siano ancora mille morti sul lavoro ogni anno”

Sono arrivate donazioni per 100mila euro nella raccolta fondi lanciata dal comune di Montemurlo (Prato) e da varie associazioni del territorio per la famiglia di Luana d’Orazio, operaia 22enne morta sul lavoro. L’intento è quello di sostenere con queste donazioni la famiglia e in particolare il bambino di 5 anni, rimasto orfano. Giuseppe Forastiero, vicesindaco di Montemurlo, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente su Radio Cusano Campus.

“E’ stata una settimana difficile e continua ad esserlo, non ci si capacita del fatto che nel 2021 sia successo questo”, ha detto Forastiero ai microfoni della radio romana. “E’ inaccettabile che una ragazza di 22 anni non torni a casa. Chiederemo al ministro Orlando un cambio di passo, perché non è possibile che ci siano ancora mille morti l’anno sul lavoro”.

“Bisogna fare un passo con tutti gli attori in campo”, afferma l’amministratore toscano. “Imprenditori, sindacati, istituzioni. Con la raccolta firme abbiamo raccolto 100mila euro. L’idea della raccolta fondi è venuta al nostro sindaco Calamai, che è molto attento e presente per dare sostegno ai cittadini. Ci telefonano da tutta Italia per chiedere informazioni su come fare il bonifico, si è attivata l’Italia intera per aiutare questa famiglia”.

A che punto è l’inchiesta della Procura di Prato

L’inchiesta sulla morte di Luana D’Orazio attende un passaggio importante, l’esito dell’autopsia che arriverà lunedì 10 maggio, giorno in cui si svolgeranno poi i funerali della 22enne. Nello stesso giorno sarà svolta la perizia sui macchinari dell’orditura “Luana”, dove la giovane ha trovato la morte lavorando. Gli inquirenti vogliono capire come mai la giovane fosse da sola a manovrare l’orditoio, che l’ha travolta e uccisa, nell’azienda di Montemurlo, considerato che per quella mansione ci vogliono anni di esperienza e lei aveva solo 4 ore di formazione.

L’altro interrogativo è quello sulle falle nella sicurezza. Sul macchinario che ha causato l’incidente fatale per Luana mancava la saracinesca protettiva. Un operaio non può rimuoverla facilmente: non basta infatti un cacciavite per smontarla. E’ qui che la Procura di Prato vuol vederci chiaro, per far emergere eventuali responsabilità di terzi. Ricordiamo che al momento nel registro degli indagati risultano iscritti la titolare dell’azienda e l’addetto alla manutenzione. L’ipotesi di reato per entrambi è omicidio colposo e rimozione e omissione dolosa delle cautele antinfortunistiche.

Il procuratore capo di Prato Giuseppe Nicolosi ha dichiarato, riguardo all’inchiesta sulla morte di Luana D’Orazio: “Siamo al lavoro per capire se e cosa non abbia funzionato nel macchinario, compresa la fotocellula di sicurezza. Abbiamo ricevuto i rilievi e nelle prossime ore nomineremo dei periti per gli accertamenti tecnici sui documenti raccolti dalla polizia giudiziaria”. La nomina è arrivata e i primi accertamenti tecnici saranno svolti lunedì.

Intanto, sul fronte politico, c’è da registrare un segnale, seppur parziale, di iniziativa. Il senatore Dario Parrini (Pd), in qualità di presidente della commissione Affari Costituzionali, ha scritto alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, per accelerare la costituzione della commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia e sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.



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