Riassetto per il Chievo, nuovi soci bussano a Campedelli (che potrebbe vendere)

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Il Chievo Verona procede verso un possibile riassetto azionario. Per la società giallo-blu sono arrivate, nelle ultime settimane, alcune manifestazioni d’interesse: secondo indiscrezioni si sarebbero fatti avanti soggetti finanziari e imprenditoriali per valutare un possibile acquisto del club. In campo ci sarebbero un gruppo elvetico, uno statunitense e una famiglia imprenditoriale italiana attiva in diversi settori industriali.

Il Chievo Verona, che milita in serie B,  fa capo (con l’85%) alla famiglia Campedelli, proprietaria del gruppo dolciario Paluani, famoso per i pandori. Il club, come tutte le società di calcio, è stato colpito pesantemente dalla pandemia in termini economici. La famiglia Campedelli potrebbe anche cercare un partner azionario di minoranza, a cui poi cedere nel tempo il controllo. Quella del Chievo è una delle proprietà più longeve del calcio italiano: circa 57 anni.

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Nel 1964 Luigi Campedelli è diventato presidente. A sostituirlo è stato il figlio Luca che nel 1992, alla scomparsa del padre, ha assunto la guida dell’azienda di famiglia e la presidenza.Travagliati gli ultimi anni del club: con la retrocessione in serie B e il coinvolgimento in un’indagine avviata dopo il fallimento del Cesena Calcio. Nel marzo dello scorso anno l’assemblea generale dei soci del Chievo Verona ha nominato all’unanimità Giuseppe Campedelli nuovo amministratore unico della società. Figura storica del club, Giuseppe Campedelli in passato è già stato presidente e poi consigliere del Chievo. La nomina si è resa necessaria dopo l’interdizione per otto mesi da ogni carica sociale confermata dalla Cassazione per il presidente Luca Campedelli, nell’ambito dell’indagine della Procura di Bologna sulle presunte plusvalenze con il Cesena.



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