Smart e connessa, il nuovo box “smart” di Poste Italiane

Spread the love

Rilevano temperatura, pressione atmosferica e qualità dell’aria e, in alcuni casi, comunicano messaggi pubblici ai residenti: l’Internet of Things riconfigura l’esistenza delle caselle rosse che hanno ricevuto posta dal 1961 e fanno parte della decorazione delle città italiane città. Un contenitore iconico che mantiene il suo unico colore rosso caldo, ma ha il nuovo significato di digitalizzazione e oggetti connessi, in grado di registrare e trasmettere dati in condizioni ambientali e meteorologiche attraverso appositi sensori, e veicolare informazioni di pubblica utilità. Il progetto “Smart Mail Box” annunciato dal CEO di Poste Italiane Matteo Del Fante è utile anche per i postini perché gli dice quando svuotare la scatola quando ci sono una o più buste.

Se sono state installate 368 cassette di installazione “intelligenti”, più di 300 piccola città, Entro il 2022 saranno installate 11.000 scatole e presto saranno installate 100 scatole, tra cui schermi, 47 a Milano, 13 a Torino, 33 a Roma e 7 a Napoli.

L’iniziativa è conforme ai principi ambientali, sociali e di governance in materia di ambiente, società e governo societario ed è rispettata dalle aziende socialmente responsabili, che contribuiscono allo sviluppo sostenibile del paese.

Le cosiddette “cassette delle lettere” hanno fatto molta strada: le prime cassette delle lettere che conosciamo iniziarono nel 1886, quando le Poste Generali firmarono un contratto con l’officina meccanica di Ettore Calzone per la produzione di 100 Contratti per lo spostamento delle cassette postali. Una stazione situata sulla principale linea ferroviaria del Regno d’Italia.

Nel 1906 l’Italia aveva 20.530 box fissi e 6942 box mobili per stazioni, treni, tram, navi e hotel. Durante la prima guerra mondiale, alcuni uffici postali speciali accompagnarono le truppe in prima linea con corrispondenti cassette postali. Nel 1946, dopo che un referendum approvò il passaggio dalla monarchia alla repubblica, l’ufficio postale rimosse dalla cassetta delle lettere lo stemma del Regno d’Italia.

Tra il 1957 e il 1959 uscì un nuovo modello, progettato per l’esercito di automobilisti della città per inviare lettere senza lasciare il veicolo. D’altronde, dal 1965, la cassetta delle lettere viaggia in un’apposita cassetta a lato di tram e autobus. Tra il 1961 e il 1965 arrivarono scatole con due slot per separare la posta inviata in città da quella spedita altrove. Nel 1967 il conduttore Corrado uscì da una cassetta delle lettere pensata per sensibilizzare gli italiani sugli spot di Cap: in questo evento Poste coinvolse testimonianze come Gianni Boncompagni, Raffaella Carra ‘, Gino Bramieri e Ugo Tognazzi.

Continua a leggere su Today.it



Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *