Strade killer, indagine al computer Monitoraggio su via Nomentana- Corriere.it

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Un’indagine informatica per aumentare la sicurezza di via Nomentana, teatro di numerosi incidenti, molti dei quali mortali, negli ultimi anni. Un programma computerizzato in grado di scoprire i punti più pericolosi, grazie all’incrocio di una serie di dati sul traffico quotidiano in alcuni tratti della consolare, in particolare quelli compresi fra viale XXI Aprile e Porta Pia. L’investimento costato la vita all’inizio di maggio a Elena Baruti, la studentessa del Giulio Cesare morta a 18 anni dopo essere stata travolta da un’auto a fine aprile all’altezza di via di Sant’Agnese, ha spinto i vigili urbani a utilizzare la tecnologia anche sulla Nomentana per arrivare a un’intensificazione delle misure di sicurezza, come è già accaduto per altre strade ad alto scorrimento della Capitale con una mortalità e una frequenza di incidenti decisamente più alta. Come Cristoforo Colombo, Casilina, Prenestina e Tiburtina. E via Aurelia, dove ieri sera un motociclista, fratello di un agente del Reparto mobile, è morto e altri due sono rimasti feriti in uno scontro fra un’auto, due moto e uno scooter nei pressi delle Mura Vaticane.

Nel periodo di osservazione dal 2015 a oggi queste arterie hanno fatto registrare un numero di sinistri superiore a quelli che si sono verificati sulla Nomentana, e per questo motivo in alcuni punti specifici sono stati già presi provvedimenti per aumentarne la sicurezza. Dall’adozione di autovelox all’inserimento di semafori. Complicato installare dissuasori, dossi e sistemi Tutor, proprio perché si tratta di strade ad alto scorrimento.


In via Nomentana, a inizio maggio, è stato aperto un cantiere per un nuovo attraversamento pedonale con semaforo poco prima di Porta Pia. In quel punto nell’ottobre 2018 è stato investito e ucciso un altro liceale del quartiere, Tommaso Mossa, 17 anni, che frequentava il Righi ed era un talento del basket. In questo caso ci sono voluti quasi tre anni per arrivare a mettere in pratica una delle misure di sicurezza sollecitate anche dai vigili urbani, in uno dei tratti più a rischio di via Nomentana, all’uscita del tunnel di corso d’Italia e all’altezza dello svincolo a destra per arrivare proprio a Porta Pia.

Un miglioramento della sicurezza della Nomentana in una zona molto centrale, peraltro a ridosso del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al quale adesso potrebbero seguire altri interventi, dopo che i vigili urbani del Comando generale e del Gruppo Parioli avranno concluso lo studio computerizzato.

«Il monitoraggio viene effettuato in maniera sistematica anche attraverso studi di settore, nei quali vengono prese in considerazione più variabili: dai principali comportamenti tenuti da automobilisti, motociclisti e pedoni alla base degli incidenti, alle condizioni della strada, alle violazioni commesse – spiegano i vigili urbani -. Tutto ciò viene incrociato con i rapporti delle pattuglie intervenute sul posto per rilevare gli incidenti. Gli studi in questione vengono aggiornati di continuo e sono al centro di incontri anche con altri enti per valutare le modifiche da apportare a livello strutturale, di prevenzione e maggiore sicurezza stradale, e anche di modulazione dei nostri servizi di vigilanza, con controlli autovelox o altro, dove abbiamo individuato un maggior numero di incidenti».

Il sistema è stato adottato anche su strade a scorrimento veloce. L’autovelox viene utilizzato su via Nomentana ma fino a oggi soprattutto in tratti dove non ci sono molti semafori, che invece sono numerosi in direzione centro e anche nella zona di piazza Sempione e Talenti. I dieci morti in pochi giorni all’inizio di maggio, fra Roma e provincia, in concomitanza con l’apertura della zona gialla e la ripresa della circolazione a livelli normali, potrebbero però aver impresso un’accelerazione generale per trovare in poco tempo soluzioni per arginare la mortalità stradale.

17 maggio 2021 | 07:14

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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