Tampon Tax, centinaia di farmacie comunali applicano sconti sugli assorbenti per attutire il costo della “tassa sul ciclo”

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Sono ogni giorno di più i comuni e le associazioni di farmacie che aderiscono alla campagna «No tampon tax: il ciclo non è un lusso», che ha l’obiettivo di ridurre il costo dei prodotti igienici femminili tramite l’abbattimento della tassazione su questi prodotti. Gli assorbenti, dal punto di vista fiscale, non sono considerati beni di prima necessità e pertanto vengono tassati con l’aliquota ordinaria del 22%. Oggi è Pesaro ad aggiungersi alla lista: nelle farmacie comunali della città sarà applicato uno sconto pari all’importo dell’Iva su assorbenti, tamponi e coppette mestruali. Il comune marchigiano è solo l’ultimo di una serie di amministrazioni locali che si stanno attivando su questo fronte, in attesa che anche a livello nazionale vengano ridotte le imposte sui prodotti per il ciclo mestruale. Firenze è stato il primo capoluogo di regione ad aderire all’iniziativa e dal 21 aprile al 31 marzo del 2022 nelle 21 farmacie comunali della città non si pagherà la «tampon tax». 

Prima del capoluogo toscano, nelle scorse settimane molte città più piccole hanno adottato misure simili.  

In Toscana, oltre che a Firenze, anche a Pistoia, Quarrata, Larciano, Agliano, Guardistallo, Pontassieve, San Miniato, Fucecchio, Castel Franco di Sotto, Montopoli in Val d’Arno, Santa Croce sull’Arno, Cavriglia, Figline, Incisa Valdarno e a Reggello le varie associazioni delle farmacie comunali, supportate dalle amministrazioni locali, hanno applicato sconti in modo da attutire il «peso» della tassa sul ciclo. A Vernio, Montemurlo, Carmignano e Poggio a Caiano, oltre all’applicazione dello sconto, sullo scontrino viene stampato il numero telefonico antiviolenza. 

In Emilia-Romagna, iniziative simili sono state promosse a Modena, Carpi, Castelfranco Emilia, Spilamberto, Vignola, Sassuolo e Albineta. A Bologna, è stata azzarata l’Iva nelle in 33 farmacie del gruppo LLoyds, e promozioni analoghe sono state applicate in tutte le farmacie del gruppo, che conta 260 farmacie in tutta Italia. 

In Lombardia, a Cesano Boscone il Consiglio comunale ha approvato una mozione per ridurre l’Iva dei prodotti per il ciclo in farmacie e negozi. A Rho dal 17 aprile ogni sabato nelle farmacie comunali gli assorbenti vengono venduti al prezzo di costo. A Milano la tassa è stata eliminata nelle farmacie comunali del gruppo LLoyds, che ha applicato agevolazioni simili anche negli altri punti vendita della regione.

 

Nel resto d’Italia, sono molte le mozioni promosse da varie amministrazioni. In Puglia, la Regione e l’Anci hanno invitato i comuni a sostenere iniziative volte a contenere le imposte sugli assorbenti. Proposte simili sono state fatte anche in Umbria; nelle città di Potenza, Aosta, TrentoFiumicino; nel Lazio è stata proposta una legge regionale che prevede un bonus di 20 euro annui per l’acquisto di assorbenti; a Torino il Consiglio della Circoscrizione 1 ha invitato le farmacie comunali ad applicare gli sconti.  

Da anni si discute dell’opportunità di abbassare l’aliquota sui prodotti igienici femminili, ma la proposta di legge presentata da Possibile nel 2016, ad oggi, non è stata accolta. Un abbassamento dell’Iva è stato introdotto solo per gli assorbenti biodegradabili, che sono ancora un prodotto poco diffuso e comunque costo. Ogni donna nel corso della sua vita fertile affronta circa 456 cicli mestruali. Solo per gli assorbenti, secondo i dati della Camera dei Deputati, la spesa è di 1.700 euro. Combattere la «period poverty» è assolutamente indispensabile, considerando che secondo l’Istat sono 2 milioni 277mila le donne che in Italia vivono in condizioni di povertà.



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