Tesoro Inter: Sanchez, Vidal e Brozovic. Ecco i leader sacrificabili

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Il club ha bisogno di liquidità: i cileni hanno ingaggi enormi, il croato può portare cash. Per potenziare la rosa prima si deve vendere

Funambolismo, ossia la capacità di camminare sul filo del rasoio. Roba da equilibristi, nuovo ruolo che dovranno imparare a svolgere i dirigenti dell’Inter per soddisfare le richieste della proprietà e le esigenze dell’allenatore. Le linee guida di Zhang sono chiare, come le indicazioni di Antonio Conte: taglio netto al tetto ingaggi e all’età media della rosa, che allo stesso tempo va mantenuta competitiva al massimo, cercando di sacrificare il sacrificabile ma girando alla larga dai top player. E su questo terreno scivoloso dovranno lavorare nei prossimi mesi l’a.d. Marotta e il d.s. Ausilio. Per un’Inter che vuole puntare forte alla seconda stella. Il prestito di Oaktree ha portato ossigeno nelle casse del club, ma non basta. E il mercato in autofinanziamento può decollare solo dopo aver sistemato i contratti pesanti in esubero o sacrificando qualche pezzo pregiato.

Brozo-Psg, atto II

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Un film già visto, insomma. Perché la strategia dell’Inter da un anno a questa parte segue lo stesso copione. E anche le stesse ondate di passione. Marcelo Brozovic lo scorso 30 settembre stava per salutare Milano: accordo raggiunto col Psg per uno scambio alla pari con Paredes, poi saltato per l’ingaggio troppo alto del centrocampista argentino. Brozo non se l’è presa, anzi. In poche settimane si è guadagnato la fiducia di Conte, diventando imprescindibile per gli equilibri di squadra e fondamentale nella volata scudetto. Ma il contratto in scadenza tra dodici mesi mette l’Inter nelle condizioni di dover valutare di nuovo una possibile partenza: Marcelo compirà 29 anni a novembre, guadagna 3,5 milioni netti e presto potrebbe bussare alla porta del club per discutere di rinnovo, provando a strappare l’ultimo maxi-contratto della carriera. A togliere l’imbarazzo potrebbe pensarci ancora una volta il Psg, che di recente ha riallacciato i contatti sospesi un anno fa. Stavolta niente scambio, trasferimento secco per una cifra che potrebbe accontentare tutti.

I sacrificabili

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Del resto l’Inter ha bisogno di incassare per poter rinforzare la rosa, per questo in Viale della Liberazione valuteranno qualsiasi offerta, anche per giocatori importanti come Skriniar, De Vrij, Perisic o Eriksen: gli ultimi due guadagnano rispettivamente 5 e 7,5 milioni e hanno un appeal importante sul mercato internazionale. Ma il grosso del tesoretto potrebbe arrivare trovando una sistemazione a Vidal e Sanchez, titolari di contratti pesanti nonostante un rendimento al limite della sufficienza. I due cileni hanno ancora due anni di contratto per circa 28 milioni netti complessivi e poca voglia di fare le valigie. Su Vidal c’è il Marsiglia di Sampaoli, ex c.t. del Cile, ma siamo solo ai primi approcci, mentre Sanchez potrebbe interessare in Sudamerica.

Scadenze e rientri

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In uscita, poi, ci sono sempre Vecino (2,5 milioni per un altro anno) e Pinamonti (2 fino al 2024), mentre di sicuro l’Inter saluterà Ranocchia, D’Ambrosio, Padelli, Kolarov e Young, tutti in scadenza: dai cinque il risparmio sarà di poco superiore ai 10 milioni (quasi venti lordi). E il tesoretto potrebbe diventare importante anche in caso di cessione definiva di Joao Mario (ingaggio da 2,7 milioni, può restare allo Sporting) e Nainggolan (4,5), su cui l’Inter può puntare a incassare anche una quindicina di milioni per i cartellini. Tante strade che portano a un solo obiettivo: sistemare i conti, mantenendo una squadra da titolo.



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