Il Milan travolge la Juve nello “spareggio” Champions. Bianconeri in caduta libera

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L’Atalanta sempre più travolgente

A pari punti con Milan, c’è una squadra che va più veloce di Filippo Ganna quando scattano le lancette. Parliamo dell’Atalanta che, come previsto, ha travolto senza pietà (5-2) l’ormai retrocesso Parma. I bergamaschi fanno paura a chiunque. Lo stesso Pepp Guardiola, che ha detto che affrontare l’Atalanta è come andare dal dentista, perché si soffre sempre, di questi tempi si guarderebbe bene dall’incrociarla. L’obbiettivo di Gasperini è evidente: il secondo posto. Costi quel che costi. Cosa fanno le altre big, non gli interessa. L’Atalanta è una macchina da guerra con un solo rammarico: non aver provato fin da subito a vincere lo scudetto. È l’unico rilievo che si può imputare alla società bergamasca, vero modello non solo di gioco e determinazione, ma anche di gestione economica. Particolare non irrilevante visto l’andazzo del calcio.

Oltre all’Atalanta, ottime notizie anche per il Napoli che, passa (4-1) sui resti dello Spezia. Come l’Atalanta, anche la squadra di Gattuso va a gonfie vele. Gioca a memoria, segna (doppietta di Osimhen) e macina punti. Del Napoli colpisce la metamorfosi. Ha avuto molti infortuni, è vero. Però quante discussioni inutili… E quanti punti persi. Il presidente De Laurentiis ora si complimenta con tutti. Poteva pensarci prima.

L’Effetto Mou fa volare la Roma

Un’altra che esce dal suo lungo sonno è la Roma che travolge il Crotone per 5-0 con doppiette di Pellegrini e Borya Majoral, e una ciliegina di Mkhitaryan. Che dire? Bravo Fonseca che conclude bene il suo mandato. Ma va notata in questa rinascita, l’euforia che l’arrivo di Josè Mourinho ha trasmesso a tutto l’ambiente giallorosso. C’è elettricità nell’aria. Affidarsi a Mou è stato come affidarsi a Draghi: immediatamente le azioni sono andate su e lo spread giù. Non c’è un motivo tecnico, solo una fiducia a prescindere. Una delega in bianco. Si potrebbe dire che il tecnico portoghese trasformi in oro tutto quello che tocca. Se ce farà anche con la Roma si vedrà, di sicuro c’è riuscito col il suo portafoglio (7 milioni all’anno).

Giro d’Italia, Ganna resta in rosa, ma gli italiani fanno cilecca

Finiamo col Giro d’Italia. Dopo lo spumeggiante avvio di Torino, con la crono spaziale di Filippo Ganna, la seconda frazione (Stupinigi-Novara,179 km) fa perdere un po’ di bollicine alla corsa rosa. In parte per la monocorde piattezza del paesaggio – risaie, risaie e ancora risaie- che ha provocato una certe sonnolenza nel gruppo, in parte perchè la vittoria allo sprint del belga Tim Merlier, davanti a Giacomolo Nizzolo ed Elia Viviani, non fa palpitare il cuore. Nulla contro i belgi, che nelle loro file possono vantare figure importanti come Eddy Merckx, Georges Simenon e Tin Tin, ma visto che a Novara non vincevano dal 1968 (proprio con Merckx), potevano serenamente andare avanti così lasciando a Nizzolo o a Viviani il piacere di regalarci un’altra vittoria di tappa dopo quella di Ganna a Torino.

A proposito di Super Ganna, non solo ha conservato la maglia rosa, ma ha pure aumentato il suo vantaggio in classifica andando a sprintare su un traguardo volante davanti a Remco Evenepoel. Buon segno: vuole dire che alla maglia rosa ci tiene.



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