Superlega, durissima reazione dell’Uefa: pronti a escludere tutti i club dalle competizioni. Draghi: preservare i campionati nazionali

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Il no della Figc e la nuova Champions League

No secco alla Superlega anche dal presidente della Figc, Gabriele Gravina: «Il calcio è dei tifosi. L’unica riforma percorribile è quella nata dalla proposta Uefa sulla Champions, ogni tentativo di fuga in avanti è irricevibile e dannoso per il calcio europeo l’adesione a questo progetto pone gli stessi club fuori dal contesto riconosciuto dalla Fifa». L’esecutivo Uefa riunito a Montreaxu ha infatti dato il via libera al nuovo format della Champions League: per l’ex Coppa Campioni il numero totale di squadre passerà da 32 a 36, con la trasformazione dalla tradizionale fase a gironi a una singola fase di campionato che includa tutte le squadre partecipanti. A ogni club verrà ora garantito un minimo di 10 partite di fase di campionato contro 10 diversi avversari (cinque partite in casa, cinque in trasferta).

Bayern e Borussia contrarie

Il Bayern Monaco e il Dortmund, i due club tedeschi presenti nel consiglio di amministrazione della European Club Association (Eca), si sono espressi nettamente contro il piano di creare una Super League. Lo dichiarato il Ceo del Borussia Dortmund Hans- Joachim Watzke. «Ci siamo riuniti domenica sera per una conferenza virtuale domenica e abbiamo confermato la volontà dei club coinvolti di appoggiare la prevista riforma della Champions League, respingendo i piani per formare una Superlega. Entrambi i club tedeschi rappresentati (Bayern Monaco e Borussia Dortmund) hanno espresso lo stesso punto di vista».

Commissione Ue: progetto contrario ai nostri valori

Nella questione interviene anche la politica, ai massimi livelli. Per le autorità di Bruxelles «dobbiamo difendere un modello di sport europeo basato sui valori, basato sulla diversità e l’inclusione. Non c’è spazio per riservarlo ai pochi club ricchi e potenti che vogliono legami stretti con tutto ciò che le associazioni rappresentano: campionati nazionali, promozione e retrocessione e sostegno al calcio dilettantistico di base», scrive su Twitter il vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas. «Universalità, inclusione e diversità sono elementi chiave dello sport europeo e del nostro stile di vita europeo», aggiunge Schinas.

Boris Johnson: «Faremo tutto il possibile perché non accada»

Se tra Bruxelles e Londra, dopo la Brexit, il feeling è ai minimi termini, il caso per paradosso riavvicina le due piazze: Boris Johnson alza i toni, confermando non solo la ferma opposizione del governo britannico alla Superlega, ma anche di essere pronto a collaborare «con le autorità del calcio perché il progetto non vada avanti nella maniera attualmente proposta». Dopo la netta censura espressa domenica sera, nella giornata di lunedì il premier britannico è tornato a parlare del nuovo torneo continentale, al quale parteciperebbero anche sei club inglesi, bocciandolo come «una notizia non buona per i tifosi. Valuteremo tutto ciò che potremo fare assieme alle autorità del calcio perché questo piano non si avveri», ha dichiarato il primo ministro.

Draghi: preservare le competizioni nazionali

Anche il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi fa sapere che «il governo segue con attenzione il dibattito intorno al progetto della Superlega calcio e sostiene con determinazione le posizioni delle autorità calcistiche italiane ed europee per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport».



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