Superlega, fischio finale: Inter e Milan si sfilano. Agnelli s’arrende, la Juve crolla in Borsa

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Liverpool, uno striscione di protesta ad Anfield (Afp)

Londra pensa a un’authority per il controllo del calcio

La vicenda, in Inghilterra, in un certo senso ha fatto scuola. Downing Street infatti pensa a un’autorità indipendente di sorveglianza e regolazione sul calcio, sul modello delle agenzie del farmaco o di tanti altri organismi settoriali analogh. Lo ha detto stamane in un’intervista radiofonica il ministro della Cultura e dello Sport, Oliver Dowden, precisando che a pronunciarsi al riguardo sarà il comitato d’inchiesta da lui stesso istituito due giorni fa, nel pieno della polemica sulla Superlega, affidato alla presidenza della deputata Tory ed ex viceministra Tracy Crouch e improntato a una forte presenza al suo interno di rappresentanti del tifo organizzato inglese. La revisione della commissione Crouch «guidata dai tifosi approfondirà anche questo tema», ha detto il ministro, evocando inoltre il modello tedesco come un possibile esempio per rispondere ai problemi finanziari del club. Non senza sottolineare come le maggiori società della Bundesliga «non abbiamo partecipato alla Superlega» fin dall’inizio. «Gli investimenti internazionali nel calcio – ha poi sottolineato Dowden – sono stati una cosa buona, hanno accresciuto la qualità del gioco, dei calciatori, di tutto. Non dico quindi che non dobbiamo averli, ma penso sia giusto studiare come i tifosi possano avere una quota» nel controllo del movimento calcistico.

Il dietrofront delle inglesi: l’Arsenal si scusa

Una inversione a «u» inattesa è arrivata in blocco, costringendo i 12 club fondatori a un incontro straordinario nella notte. Il primo a defilarsi è stato il Manchester City che ha «formalmente avviato le procedure per il ritiro», posizione seguita a ruota da Tottenham, Chelsea, Liverpool e Manchester United, che ha annunciato anche le dimissioni (da fine 2021) di Ed Woodward, uno dei principali promotori del progetto. C’è poi chi è arrivato a chiedere scusa, come l’Arsenal. «Abbiamo commesso un errore e ce ne scusiamo», l’ammissione dei Gunners in un tweet.

Le scuse del patron del Liverpool

Anche il patron americano del Liverpool si cosparge il capo di cenere: «Voglio scusarmi con tutti i tifosi e i sostenitori del Liverpool Football Club per i disagi causati nelle ultime 24 ore», dichiara John W. Henry in un messaggio video. Il numero uno dei Reds ammette che l’iniziativa non era destinata ad avere «il sostegno dei tifosi. In queste 48 ore vi abbiamo ascoltati, vi ho ascoltati», prosegue, estendendo le scuse all’allenatore Jürgen Klopp (pubblicamente contrario alla Superlega), a Billy Hogan, ai calciatori della squadra. Ma soprattutto ai tifosi che – ammette – sono stati «quelli trattati più ingiustamente».

Andrea Agnelli (Ap)

L’Inter si sfila, Agnelli apre a Fifa e Uefa

Qui da noi è l’Inter la prima a prendere le distanze dall’iniziativa: «Il progetto della Superlega allo stato attuale non è più ritenuto di interesse dall’Inter», comunicano fonti nerazzurre. Intanto Agnelli, tra i principali promotori dell’iniziativa assieme al presidente del Real Madrid Florentino Perez, apre al dialogo con Fifa e Uefa: «Se ci fanno una proposta, valuteremo. Fra i nostri club c’è un patto di sangue, il progetto della Superleague ha il 100 per cento di possibilità di successo. Vogliamo creare la competizione più bella al mondo, capace di portare benefici all’intera piramide del calcio, aumentando la distribuzione delle risorse agli altri club e rimanendo aperta con cinque posti disponibili ogni anno per gli altri, da definire attraverso il dialogo con le istituzioni del calcio. C’è piena volontà di continuare a partecipare a campionato e coppe nazionali», spiega Agnelli.

La Superlega non esiste più

«Noi rimaniamo nelle competizioni domestiche, andremo a giocare in ogni stadio d’Italia, di Spagna e d’Inghilterra. Il nostro lavoro resterà intrinsecamente legato alle competizioni domestiche. Ogni settimana daremo ai tifosi le partite dei campionati nazionali e di una nuova competizione, capace di avvicinare le generazioni più giovani che si stanno allontanando dal calcio». A distanza di qualche ora, il presidente della Juventus è costretto ad ammettere: «La Superlega non esiste più». Quindi, una nota ufficiale del club torinese: «Pur rimanendo convinta della fondatezza dei presupposti sportivi, commerciali e legali», la Juventus ritiene che il progetto Superlega «presenti allo stato attuale ridotte possibilità di essere portato a compimento nella forma in cui è stato inizialmente concepito. La Juventus rimane impegnata – aggiunge la nota – nella ricerca di costruzione di valore a lungo termine per la Società e per l’intero movimento calcistico».



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