Come funziona la gestione rifiuti per le aziende: organizzazione e pratiche da fare

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La gestione dei rifiuti per le aziende rappresenta una importante responsabilità, sia per il rispetto dell’ambiente che per la tutela della salute degli operatori.

La raccolta, l’imballaggio, lo stoccaggio, l’eliminazione e il riciclo sono da considerare parte integrante della politica di gestione aziendale dei rifiuti.

Come funziona la gestione rifiuti per le aziende: scopriamolo!

La gestione rifiuti rappresenta un importante obiettivo da raggiungere per le aziende, sia per quanto riguarda la riduzione dei costi relativi alle pratiche di recupero e smaltimento, sia per il rispetto della legislazione in materia.

Le organizzazioni devono adottare una politica di gestione coordinata, basata su una logica di gestione a 360° e sulla creazione di ambienti operativi efficienti, che permettano all’azienda di ridurre i costi associati al riciclo e al ripristino dell’equilibrio ecologico.

Di seguito vedremo qual è la struttura organizzativa da adottare per gestire efficacemente i rifiuti, come pianificare ed effettuare i controlli per assicurarsi che tutti gli operatori coinvolti nel processo rimangano in regola.

Il modo corretto per gestire i rifiuti in azienda è organizzato e basato sulle pratiche adottate. Il primo passo è determinare il tipo di smaltimento più efficace per ciascun prodotto, seguendo regole precise e da osservare sempre.

La raccolta degli scarti si effettua periodicamente e in maniera da ridurre al minimo la contaminazione ambientale.

Quale legge regola la gestione dei rifiuti?

Il diritto alla salute umana e alla protezione delle specie animale è fondamentale per tutte le aziende. Questo include anche la gestione dei rifiuti, che deve essere appropriata ed efficace per minimizzarne il rischio.

La legge italiana sulla gestione dei rifiuti prevede una serie di regole da osservare per assicurarsi che i rifiuti siano gestiti in modo corretto e sostenibile.

A regolare quanto scritto è il Decreto Legge 116/2020, in cui si fa riferimento alla prevenzione dei rifiuti, al corretto recupero e riciclo dei rifiuti, allo smaltimento, alla classificazione e all’imballaggio esatto.

Quali sono i documenti fondamentali da verificare in caso di controllo di Trasporto di rifiuti?

Al di là della documentazione utile (come mostrata sopra), è indispensabile tracciare i rifiuti da smaltire. Ovvero poter determinare la provenienza, chi è responsabile del trasporto e qual è il metodo adottato per tale operazione (di recupero o smaltimento).

Al giorno d’oggi dove tutto nelle aziende viene digitalizzato ed i servizi sono tutti online è possibile anche gestire i propri rifiuti in cloud. Il vantaggio nell’utilizzare programmi in cloud è che possono essere usati in modo facile e sicuro, senza omissioni e imprecisioni.

Facendo una ricerca online abbiamo trovato esempi di gestione digitale che ci sembrano davvero funzionali. Abbiamo approfondito l’argomento con i creatori di waste manager, il software online per la gestione dei rifiuti di aziende, di enti pubblici o comunità, i quali ci hanno confermato, nell’ampio raggio della loro esperienza che la gestione digitale dei rifiuti non solo è possibile, ma è fortemente auspicabile vista la praticità nell’utilizzo del software e nella velocità di gestione dei rifiuti.

I documenti cartacei per la gestione dei rifiuti sono davvero tanti, vediamo quali sono:

I documenti da firmare per gestire i rifiuti sono:

  • Contratto di gestione dei rifiuti;
  • Listino tariffe;
  • Piano operativo rifiuti.

In base ai documenti verranno applicate le tariffe stabilite nello schema tariffario.

In aggiunta ai documenti da presentare per il corretto smaltimento e gestione dei rifiuti aziendali, dobbiamo tener conto di ulteriori tre documentazioni:

  1. Registro di scarico e carico;
  2. Formulario;
  3. Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD da presentare una volta ogni dodici mesi).

L’obiettivo è quello di semplificare alle imprese, un’operazione di smaltimento e gestione dei rifiuti, affinché esse non possano esser multate e che rispettino adeguatamente l’impatto ambientale (raggiungendo possibilmente il risultato uguale a zero).